Gazzetta di Reggio

Reggio

Reggio Emilia, chiudono le fabbriche ma crescono bar e uffici

Reggio Emilia, chiudono le fabbriche ma crescono bar e uffici

Stabile il bilancio: 2.004 aperture di nuove attività contro 2.052 le cessazioni L'imprenditoria reggiana soffre ancora nelle costruzioni e nella manifattura

2 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. I lavoratori espulsi dalle imprese edili e manifatturiere in crisi vengono in parte assorbiti dal commercio. Una dinamica consolidata nel tempo e che viene confermata nel Reggiano, dove l'imprenditoria è ancora di fronte ad una debole fase congiunturale. I dati relativi alla natalità-mortalità delle imprese analizzati dall'Ufficio Studi della Camera di Commercio mostrano, infatti, che a fronte di 2.004 aperture di nuove attività sono state 2.052 le cessazioni non d'ufficio registrate nel primo semestre del 2016, con un saldo negativo di 48 unità.

Pur essendo di segno positivo - e pari a +263 unità - il saldo registrato nel secondo trimestre fra nuove imprese iscritte al Registro imprese e aziende che hanno espresso la volontà di non proseguire l'attività, questo non è però ancora sufficiente per recuperare la flessione osservata nel periodo gennaio-marzo 2016. Il trend fortemente negativo registrato nel primo trimestre dell'anno (tradizionalmente caratterizzato da un bilancio negativo a causa del concentrarsi delle cancellazioni sul finire dell'anno precedente) aveva infatti evidenziato 311 cessazioni non d'ufficio in più rispetto alle iscrizioni.

Sono ancora una volta le attività del terziario, forse anche per la necessità di far fronte alla disoccupazione con forme di autoimpiego, che hanno maggiormente contribuito alla sostanziale tenuta, nel primo semestre 2016, del sistema delle imprese della provincia di Reggio Emilia. Gli incrementi più consistenti, in termini assoluti, sono quelli dei pubblici esercizi che, con un aumento di 31 unità, hanno raggiunto le 3.282 imprese, trainati soprattutto dalla ristorazione (+29), ai quali fanno seguito le attività immobiliari (3.399 aziende, +30 unità).

Gli effetti della crisi si fanno sentire nel settore delle costruzioni, che in sei mesi è diminuito di 213 imprese (-1,7%) raggiungendo le 12.162 unità, e nell'industria manifatturiera, che nel primo semestre dell’anno ha perso 96 aziende scendendo da 7.909 a 7.813 (-1,2%). Già anche la metalmeccanica (-0,9%), il ceramico, e l'alimentare e il tessile-abbigliamento. Continua anche la flessione dell'agricoltura: nei primi sei mesi del 2016 le aziende del settore sono calate, in provincia di Reggio Emilia, dello 0,9%, scendendo a 6.225 unità.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google