Gazzetta di Reggio

Reggio

il caso

«Se rinuncio alla mensa le cambiano classe»

di Elisa Pederzoli
«Se rinuncio alla mensa le cambiano classe»

Casalgrande: la preoccupazione di una mamma di Sant’Antonino per la figlia. La tariffa è troppo alta

2 MINUTI DI LETTURA





CASALGRANDE (REGGIO EMILIA). «Vi sembra giusto che se chiedo di togliere mia figlia dalla mensa scolastica, perchè il costo per noi ora è troppo pesante, la bambina poi venga spostata di sezione, passando dal tempo lungo al tempo corto, costringendola a cambiare compagni e insegnanti?».

La domanda arriva da una mamma 37enne di Sant’Antonino. È la questione che in piena estate la vede indaffarata tra un ufficio e l’altro per capire come fare per evitare alla sua terzogenita, 8 anni, di dover cambiare classe solo perchè la famiglia non può permettersi più di pagare la mensa. «Purtroppo, la situazione a casa è cambiata. Mio marito fino al luglio 2015 faceva l’artigiano, ora è operaio. Io ho avuto la mia quarta figlia 10 mesi fa e attualmente sono disoccupata. Continuare a pagare la retta della mensa alle elementari, che ammonta a 120 euro al mese, per noi è troppo. Ho chiesto di poter ritirare la bambina a pranzo. Tra l’altro abitiamo proprio vicino alla scuola. Per poi riportarla dopo. A scuola mi hanno risposto che non si può fare, perchè la mensa rientra nell’attività didattica. L’alternativa è iscriverla in un’altra classe, al tempo cortp» racconta. Una soluzione che, comprensibilmente, non piace alla piccola che sarebbe costretta a cambiare a metà percorso di studi amici e insegnanti. E che nemmeno la mamma vorrebbe imporle. «La preside mi ha detto di chiedere al Comune se posso chiedere una riduzione della tariffa. Sono andata, ma vogliono Isee di circa 11mila euro per famiglie con oltre due figli. Non è il nostro caso, ma non vuole dire che abbiamo delle difficoltà. Tra l’altro ora il nostro Isee è fermo a quando la nostra situazione familiare era diversa» chiarisce la mamma.

Da scuola, ci arriva la conferma. «Nel nostro modello di tempo pieno, la mensa rientra nel tempo scuola. Chi accetta il tempo lungo sa che è compresa la mensa» ci spiega al telefono la preside dell’istituto comprensivo, la professoressa Fiorella Magnani.

Che chiarisce: «Già l’anno scorso ho esercitato una flessibilità, quando la signora aveva due figlie nella stessa scuola, acconsentendo a entrambe di andare a mangiare a casa. Ma si tratta, appunto, di una flessibilità temporanea. Il tempo pieno è una possibilità per le famiglie con due genitori che lavorano e con mensa compresa. Ci sono dei criteri. Anche perché non possiamo prendere tutti al tempo pieno». Ma cosa succede se le cose cambiano durante il percorso scolastico? «Ho detto alla signora di rivolgersi al Comune per vedere se ha diritto a riduzioni» chiarisce la preside. Che aggiunge: «La valutazione è esercitata in accordo con l’amministrazione comunale, valutando ogni situazione». Si attendono sviluppi.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google