«Appello per il progetto falchi: una web cam sulla Ghiara»
L'ornitologo che da 5 anni osserva la coppia di pellegrini che abitano in città: "Ci farebbe conoscere molte cose di loro". Ma servono sostenitori
REGGIOEMILIA. Una web cam per seguire la vita dei falchi pellegrini della Ghiara. È il progetto che da tempo hanno in mente gli esperti che osservano la coppia che, ormai da cinque anni, ha “preso casa” in centro storico. «Sarebbe importante perché consentirebbe di monitorare meglio la vita degli animali, verificare l’andamento riproduttivo, il numero di giovani e, in certi casi, le specie predate».
A spiegarlo è Marco Fontanesi, il giovane ornitologo reggiano, che da anni ormai segue la vita dei due esemplari che sono diventati una presenza fissa del cuore di Reggio Emilia. È in particolare alle prime luci dell’alba che ai residenti più mattinieri sarà capitato di sentire i loro richiami quando la città è ancora ferma.
«La loro presenza in città è preziosa - spiega Fontanesi - perché hanno un valore conservazionistico oltre che estetico notevole e contribuisce a tenere controllata la popolazione di piccioni». Già, perchè proprio i volatili più invisi a chi abita il centro città sono tra le loro prede preferite.
«In questi anni di osservazione - racconta l’esperto - abbiamo capito che la loro preda preferita è il piccione, anche se sono state osservate predazioni di tortore, gazze, colombacci e addirittura fagiani e germani, rondoni e storni. Sono molto territoriali. Ho visto attacchi da parte della coppia verso altri pellegrini di passaggio, gheppi e cornacchie nelle vicinanze del nido. I loro posatoi preferiti, oltre alla Ghiara, sono la cupola della chiesa di San Giorgio, la torre civica, il ripetitore telefonico». Ma qualche “gita” fuori porta se la fanno anche loro. «Sono stati visti cacciare anche in periferia, ad esempio nella zona dei ponti di Calatrava, a Pieve Modolena, Orologio, Gavasseto, Massenzatico. In autunno, specialmente, si spingono più spesso fuori centro. Forse perché nelle campagne aumenta la concentrazione di prede».
Sul fronte nascite, però, non sono buone le notizie. «Due anni fa ne ebbero tre, l’anno scorso uno. Quest’anno nessuno. La web cam ci potrebbe aiutare a capire cosa accade».
Verrebbe installata sul posatoio dove di solito avviene la cova - sulla Ghiara - e con discrezione permetterebbe di osservare quello che avviene. In molte città del mondo, si riesce così ad avere una documentazione video preziosa. L’appello, quindi, è rivolto ad associazioni ed enti che vogliano contribuire alla realizzazione del progetto.
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