«La mensa rientra nell’attività didattica»
Casalgrande: il sindaco dà ragione alla preside sul caso della madre che vuole ritirare la figlia
CASALGRANDE. «La mensa rientra nell’attività didattica. Chi iscrive il figlio al tempo lungo, sa che dovrà lasciarlo anche a mangiare».
Sul caso denunciato dalla mamma di Sant’Antonino che vorrebbe - per ragioni economiche - ritirare la figlia che a settembre inizierà la terza elementare dalla mensa ma rischia di essere per questo cambiata di sezione - e trasferita dal tempo lungo a quello corto - il sindaco di Casalgrande, Alberto Vaccari, si schiera dalla parte della preside dell’istituto comprensivo. Che vorrebbe il momento del pranzo come fondamentale per l’attività didattica di chi frequenta la scuola anche il pomeriggio. E dunque obbligatorio.
Lancia però una proposta. «La possibilità di rivalutare l’Isee attuale, per vedere se la famiglia è nelle condizioni di poter usufruire dello sconto» spiega. Ma non sarebbe il caso della famiglia di Sant’Antonino - 4 figli, solo il marito che lavora come operaio - perchè i redditi dovrebbero comunque aggirarsi intorno agli 11mila euro. E per male che vada, in una casa in cui a lavorare è solo un genitore, la cifra si supera.
Lo spiraglio tuttavia anche dal municipio parrebbe restare aperto. Anche se l’ultima parola spetta e spetterà comunque alla dirigente scolastica, la professoressa Fiorella Magnani.
«Sarà la preside a decidere se come l’anno scorso esercitare una flessibilità rispetto alla questione mensa di questa famiglia» conclude il primo cittadino di Casalgrande.
A questo punto, dunque, sarà la dirigente scolastica a stabilire se la bambina potrà rientrare a casa per il pranzo e continuare a frequentare il tempo lungo con i compagni e gli insegnanti che l’hanno accompagnata sino a ora nel suo percorso di studi alle scuole elementari di Sant’Antonino.
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