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Nondasola: «Addio a Marta e alla sua luminosa energia»

di Luciano Salsi
Nondasola: «Addio a Marta e alla sua luminosa energia»

Questa mattina (ore 9) l’ultimo saluto nella cappella dell’obitorio al Santa Maria Il ricordo dell’associazione che la professoressa Ligabue contribuì a fondare

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REGGIO EMILIA. Sono molti i colleghi, gli ex-studenti e le compagne dell'associazione Nondasola che, in un'atmosfera di grande commozione, hanno fatto visita ieri nell'obitorio del Santa Maria al feretro di Marta Ligabue, la settantenne ex-docente del liceo scientifico Aldo Moro morta sabato per una malattia rara manifestatasi pochi mesi fa. L'ufficio funebre sarà celebrato oggi alle 9 nella cappella dell'obitorio dai frati dell'arcispedale. Quindi la salma verrà portata al cimitero di Coviolo per la cremazione.

Fra i suoi allievi al liceo Moro Marta Ligabue aveva avuto il ministro Graziano Delrio e il neurologo Massimo Bondavalli, che l'ha avuta in cura negli ultimi mesi al Santa Maria. Chi la conosceva ne apprezza senza riserve la cultura, la competenza professionale, la sensibilità e la sollecitudine nei confronti degli studenti e l'impegno solidale verso le donne vittime della violenza, di cui coordinava l'ospitalità nella Casa delle donne. Lo dimostrano i tanti messaggi postati su Facebook o indirizzati al marito Enrico Banfi, presidente della Società ornitologica reggiana e già consulente della programmazione delle Fiere di Reggio. Oltre a quelli di Roberto Villa, ex-preside del Moro, e dell'ex-studente Giampaolo Corradini, addetto stampa delle Fiere di Reggio, si segnala la testimonianza di Nondasola. «Marta Ligabue - si legge nel ricordo dell’associazione - socia fondatrice di Nondasola, operatrice volontaria dal 1997 e in questi ultimi anni coordinatrice responsabile dell'ospitalità, ci ha lasciate. Marta aveva fatto la scelta di stare dalla parte delle donne e aveva aderito, fin dagli inizi, a Nondasola dedicando tempo, energia, pensieri e operatività alle donne che subiscono violenza maschile. Parlare di Marta, dire di quanto sia stato l'impegno profuso per Nondasola vuol dire riportare alla luce tesori nascosti, perché Marta è sempre stata riservata, e di questo suo essere discreta aveva fatto la cifra dell'esistere, dentro e fuori la nostra associazione».«Guardiamoli questi tesori - prosegue la testimonianza -. La sua lucida e vivace intelligenza, il suo dire elegante che mirava alla profondità delle questioni nella ricerca di un sillabario più umano, mettendo al primo posto l'interlocutore, l'altro/a da sé. Un dire alieno da vis polemica, e imprevedibilmente alleggerito da immagini e spunti ironici che mettevano tutte noi - che quotidianamente lavoravamo con lei - di buon umore. Marta aveva dalla sua la semplicità profonda di chi sa condurre la propria vita senza negarsi la complessità del mondo a cui rivolgeva il suo sguardo acuto eppure pieno di compassione. La tenacia del suo impegno giornaliero con donne e bambini/e accolti, unita al coraggio di essere se stessa sempre, anche in momenti di crisi in cui avrebbe potuto con minore dolore lasciare, sono da ricondurre, ne siamo certe, a un'intelligenza del cuore che la faceva perseverare nel suo impegno militante fedele a se stessa. Una vita, la sua, ricca di affetti e legami, di relazioni durature e intense come con le donne ospitate nel Centro Antiviolenza, una vita fatta di una sostanza etica che brilla di luce propria e va a interrogare le nostre relazioni, la ricchezza e le contraddizioni che le hanno segnate. Per nessuna di noi è facile accettare che sia andata via: ancora aperto lo spazio di racconti, di passioni condivise, di nodi da sciogliere insieme. Vogliamo tenerla vicino accogliendo e portando nei nostri cuori la sua testimonianza di donna, signora del suo destino e generosa della sua luminosa energia».

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