Gazzetta di Reggio

Reggio

Sugli esposti M5s Sassi striglia i dirigenti

di Evaristo Sparvieri
Sugli esposti M5s Sassi striglia i dirigenti

Il vicesindaco: «Noto resistenze su certi temi. Non tutti mostrano dedizione, ma se sono stanchi possono andarsene»

3 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. «Su questi temi, serve uno scatto ulteriore dei dirigenti. Devono capire che il loro lavoro riguarda la reputazione dell’istituzione. Se qualcuno si è stancato, può anche andarsene». È stato il promotore del nuovo regolamento per l’affidamento degli incarichi esterni, dando vita anche a un servizio strutturato in Comune che si occupa di controlli anticorruzione e trasparenza. E, all’indomani dei due esposti presentati dal M5s, il vicesindaco Matteo Sassi, con delega anche agli Affari generali, striglia i dipendenti del Comune, richiamandoli a una maggiore attenzione su temi che rischiano di gettare ombra sull’intera macchina amministrativa. «Gli esposti? Sono senza logica: segnalano una situazione sollevata dalla stessa Corte un anno fa e già sanata. Il M5s sa fare opposizione solo con gli esposti, ma bisogna farla in modo costruttivo e argomentato nelle sedi opportune».

Sassi, sembra però che ci sia un problema su incarichi e controlli...

«Da fine 2015 c’è un nuovo regolamento sugli incarichi e un nuovo servizio di controlli che ho fortemente voluto. Reputo positivo che la magistratura contabile svolga controlli sull’attività ordinaria. Ed è positivo il confronto tra istituzioni per prevenire fenomeni che possono avere sviluppi negativi sul fronte della trasparenza e della prevenzione di illeciti».

Ma per sette anni, secondo il M5s, quel regolamento non era del tutto regolare...

«Il nuovo regolamento è stato oggetto di confronti informali con la stessa Corte proprio perchè volevamo essere certi dei profili di legittimità. Ma occorre fare anche un’altra riflessione: non sempre e non tutti i funzionari e i dirigenti hanno piena consapevolezza della delicatezza di argomenti come i controlli anticorruzione, procedure antimafia e tutto ciò che serve a prevenire fenomeni illeciti, che non possono essere derubricati a semplice attività burocratica. Tutti devono avere il massimo dell’attenzione e della dedizione. Non è una sfida solo della politica, ma di tutti coloro che concorrono alla reputazione dell’ente».

In Comune si corre questo rischio?

«È un fatto anche culturale. Ho la percezione di una sottovalutazione. L’ho notata soprattutto quando abbiamo istituito il nuovo servizio anticorruzione, trasparenza e controlli degli atti. Le resistenze sono state visibili. E avevano il sapore di chi si ferma alla forma, senza capire che dietro c’è una sostanza. Una parte della resistenza deriva dal fatto che ci sono sempre più adempimenti burocratici e sempre meno risorse umane».

Se così fosse, sarebbe tuttavia grave. È successo anche per il regolamento nel mirino del M5s?

«Sul regolamento, sarebbe stato grave se non fossimo intervenuti. Invece appena abbiamo saputo del problema, lo abbiamo risolto. Bisogna però che le organizzazioni pubbliche facciano un salto di qualità e si rendano conto dell’importanza del lavoro che svolgono. In ballo c’è la reputazione delle istituzioni e dei lavoratori pubblici. La fiducia dei cittadini nei loro confronti è cruciale per la tenuta democratica. I cittadini devono sapere che le risorse pubbliche sono amministrate bene. E i dirigenti devono mettersi in testa che in gioco c’è una reputazione che passa attraverso la qualità del loro lavoro. La grande maggioranza dei dirigenti è composta da persone che si fanno in quattro. A maggior ragione pretendo che la pigrizia di qualcuno non vada a danno della collettività. Anche perché il lavoro su questi fronti non è ancora finito».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google