Il virus West Nile trovato a Campegine: test sui donatori Avis
Questo quanto emerso dai controlli fatti dall’Ausl su migliaia di zanzare Imposte le verifiche su tutti i volontari per evitare il contagio
CAMPEGINE (Reggio Emilia). Il virus West Nile è stato riscontrato in un campione di zanzare catturate a Campegine nelle scorse settimane. Per evitare che si estenda il contagio agli esseri umani che, al momento attuale, non risultano infettati, l'Avis di Reggio Emilia ha preso alcuni provvedimenti che mirano ad evitare che i donatori di sangue o di plasma, ritrovati eventualmente positivi al virus, possano infettarne altri.
Il riscontro di positività per il West Nile Virus, abbreviato con la sigla Wnv, è stato infatti reso noto con una circolare diramata lunedì scorso da parte del Centro Nazionale Sangue. Pertanto, si legge nella circolare, «con effetto immediato e fino al 30 novembre, è stata predisposta l'introduzione al test Nat per West Nile virus su tutte le donazioni di sangue intero ed emocomponenti eseguite da donatori e donatrici di Reggio Emilia e provincia, comprese le cellule staminali emopoietiche da sangue periferico, cordonale e midollare raccolte nella nostra provincia». «Il West Nile Virus viene trasmesso dalla zanzare e sulle persone sane non presenta gravi controindicazioni o effetti, nel senso che di solito, se si manifesta, si tratta di una forma similinfluenzale, che provocafebbre e mal di gola – spiega la dottoressa Annalisa Santachiara di Avis Reggio Emilia –. Il problema sorge nel caso il Wnv venga contratto da persone gravemente debilitate: se la salute è già seriamente compromessa, si possono verificare gravi polmoniti e, in certi casi, può portare addirittura alla morte. Per verificare la presenza del virus nella nostra provincia, ci siamo affidati ai servizi veterinari dell'Ausl che hanno trappole in cui sono state catturate 20/25mila zanzare. Un numero molto elevato: se anche una sola di queste ha il virus scatta l'allerta. In questa situazione, noi dell'Avis siamo molto attenti affinché i nostri donatori di plasma o sangue non trasfondano persone debilitate. Ora, quindi, a tutti i donatori, prima della donazione viene fatto un test, che si chiama West Nile Virus test: questo per accertare che il donatore non sia affetto dal West Nile Virus. Una volta che la persona si è sottoposta al test mandiamo la provetta a Bologna, dove c'è un laboratorio centralizzato che esamina i risultati. Se il test è negativo siamo tranquilli».
Fino a sabato scorso non era ancora scattata l'allerta a Reggio Emilia, ma erano state ugualmente pianificatemisure preventive. «A tutti i donatori chiedevamo se avessero soggiornato nelle province in cui il virus West Nile era già presente – prosegue la dottoressa Santachiara – queste province fino a venerdì scorso erano: Cagliari e Iglesias per la Sardegna, ma anche Roma, Bologna, Ravenna e Mantova: chi aveva soggiornato in una o più di queste province veniva sospeso 28 giorni. Questo perché il tempo di incubazione della malattia è proprio di 28 giorni. Adesso che il virus ce l'abbiamo "in casa", nella nostra provincia, da sabato abbiamo iniziato con il test a tutti i donatori. Finora, non ci sono casi di persone infettate. Sino a venerdì scorso è stato sospeso anche chi ha viaggiato in Israele e Repubblica russa perché in quei paesi si erano registrati casi di West Nile».
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