Officine, molto più di una fabbrica
Ieri in ateneo la presentazione ufficiale del libro in vendita insieme alla Gazzetta
REGGIO EMILIA. Un pezzo di storia di Reggio e dei suoi abitanti, ma anche un pezzo di storia dell'Italia. Ieri pomeriggio è stato presentato ufficialmente “Reggiane - Cronache di una grande fabbrica italiana”, il libro di Michele Bellelli dedicato alle Officine Reggiane. Edito da Aliberti Compagnia Editoriale, sino al 28 settembre è acquistabile in tutte le edicole del territorio reggiano allegato alla Gazzetta di Reggio, al prezzo di 8.80 euro. Con 10 euro tondi si possono quindi comprare giornale e libro, realizzato dal ricercatore di Istoreco Michele Bellelli, che nel suo percorso di studi e poi professionale si è spesso occupato delle Reggiane. Sino ad arrivare a questo volume, una sorta di monografia dedicata a una delle più grandi imprese italiane, fucina di professionalità e di mezzi efficientissimi, luogo di battaglie, sociali e non solo, fulcro di un'intera città tanto da far nascere a poca distanza un intero quartiere.
Il debutto del libro ieri pomeriggio nella sede universitaria della Caserma Zucchi, con l'autore affiancato da Massimo Storchi di Istoreco e da Mauro Maggiorani della soprintendenza archivistica regionale. Dopo l'introduzione del professor Luigi Grasselli, Maggiorani e Storchi hanno parlato del quadro storico, sociale ed industriale in cui inquadrare il volume, prima di lasciare la parola all'autore per la presentazione del lavoro, che dalle origini del complesso arriva sino alla grande produzione di guerra, agli anni “leggendari” dell'occupazione di quasi un anno e del mitico trattore R60 sino alla crisi aziendale che ha cancellato una delle principali esperienze industriali e sociali dell'intera Italia. In mezzo c'è davvero la storia di una nazione che pian piano diventa tale, e di una provincia che diventa col passare dei decenni una delle eccellenze artigianali e produttive dell'intera Italia. La diaspora delle Reggiane è un buon esempio: tanti addetti formatisi alle scuole delle Reggiane sono diventati operai specializzati e responsabili di officine e aziende metalmeccaniche in mezza Europa. Perché le Reggiane, Bellelli lo ha ben evidenziato, nei loro decenni di fulgore sono state davvero qualcosa di più che una fabbrica, per quanto enorme. Meglio parlare di “politecnico di Reggio”, luogo di formazione, di crescita e di determinazione economica e sociale, anche nelle piccole cose: «Parlando con i vecchi operai, ci hanno spiegato che quando si andava a ballare essere un addetto alle Reggiane aiutava parecchio, le ragazze guardavano i ragazzi con occhi diversi». (adr.ar.)
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