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Reggio Emilia, l'allarme di un residente: "Al parco delle Caprette amianto ed erba alta"

È il parco più frequentato e amato delle città ma chi ci abita denuncia: "Qui è tutto lasciato al caso e alla buona volontà dei cittadini"


30 luglio 2016 di Luciano Salsi


REGGIO EMILIA. Sia al mattino, quando il sole è ancora sopportabile, sia nel pomeriggio, quando la vegetazione rigogliosa offre un'ombra ristoratrice, il parco delle Caprette esercita d'estate un’attrazione irresistibile sui reggiani di ogni età, che lo affollano anche nelle altre stagioni.

Tuttavia gli abitanti della zona, che lo conoscono bene e contribuiscono alla sua manutenzione in termini di volontariato, protestano per le sue caratteristiche naturali, che ne ostacolano l'accesso alle persone meno dotate, e per il ritardo degli interventi strutturali di cui è stata riconosciuta la necessità, primo fra tutti la rimozione dell'amianto.

«Vi sembra possibile - polemizza Barbara, una cittadina che ha inviato una lettera alla Gazzetta - che un parco dedicato ai bambini (e sempre pieno di bambini) sia conciato così? È scandaloso che nessuno abbia mai fatto niente né per le carrozzine né per i disabili né per i bambini. Qui è tutto lasciato al caso e alla buona volontà della gente che abita nei pressi e che si è organizzata per gestire il parco».

 L'accento, poi, viene posto sul problema più grave, comune agli edifici pubblici costruiti negli anni Settanta: «Si tratta - spiega Barbara - dell'amianto presente sul tetto della stalla delle caprette e su quello del minibar. Abito qui da diciannove anni e non ho mai visto nessuno che ne abbia fatto la manutenzione o lo abbia verniciato».

Mirko Tutino, assessore alle infrastrutture, smentisce: «Quel parco lo conosco bene perché vi faccio il footing. In realtà una parte dell'amianto, quella degradata, è stata rimossa. Per il resto si deciderà quando verrà il momento di rimuoverla. In tutti gli immobili di proprietà comunale la condizione di questo materiale pericoloso è monitorata da un tecnico competente, che si tiene in contatto con l'Arpa e l'Ausl in modo da assicurarne il controllo sotto il profilo ambientale e sanitario.

Per ogni immobile viene compilata una scheda dell'amianto, sulla cui base ne viene programmata la rimozione anno per anno, secondo le possibilità concesse dal bilancio comunale. Non c'è da temere per la salute dei frequentatori del parco».

Nonostante le ristrettezze finanziarie, il Comune ha stanziato quest'anno 900mila euro per la riqualificazione delle 183 aree verdi cittadine, che coprono una superficie di dieci chilometri quadrati, di cui cinque di parchi veri e propri. Il parco delle Caprette, a cui si accede da via Monte Cisa, ha una superficie di 28mila metri quadri.

E' la parte più frequentata del parco del Crostolo, che si estende per sei chilometri lungo la sponda sinistra del torrente dal ponte di San Pellegrino alla Reggia di Rivalta e alla Vasca Corbelli.

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