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Eternit Bis, il Comune pronto a costituirsi parte civile

RUBIERA. Il Comune di Rubiera si costituirà parte civile nel nuovo processo Eternit Bis per le vittime delle intossicazioni da amianto. Una scelta nell’aria da tempo e ora pronta a concretizzarsi,...

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RUBIERA. Il Comune di Rubiera si costituirà parte civile nel nuovo processo Eternit Bis per le vittime delle intossicazioni da amianto. Una scelta nell’aria da tempo e ora pronta a concretizzarsi, dopo che la Corte Costituzionale ha giudicato legittimo il procedimento penale avviato a Torino per omicidio colposo aggravato di 256 persone nei confronti dell’imprenditore svizzero Stephan Schmidheiny.

Il miliardario, secondo le accuse, avrebbe tenuta attiva la produzione anche dopo essere stato informato sulla pericolosità delle polveri di amianto, materiale base dell’Eternit e causa di gravissimi tumori ai polmoni.

«Ci costituiremo parte civile nel nuovo processo. Questo l'orientamento che abbiamo assunto e condiviso in giunta, dopo i primi approfondimenti legali, coerentemente con i passati indirizzi assunti - spiega il sindaco rubierese, Emanuele Cavallaro - la giunta ha deciso di partecipare al processo piemontese per tutelare, anche in questa nuova sede, gli interessi della collettività ma soprattutto per stare vicino alle famiglie di chi ha sofferto».

La scorsa settimana la Corte Costituzionale ha dato il via libera al processo, in pratica, dopo alcune obiezioni di merito presentate nel 2015 dal tribunale di Torino. Il tema era la possibilità di giudicare o meno Stephan Schmidheiny, visto che nel 2014 il primo processo ai suoi danni con l’accusa di disastro ambientale doloso si era concluso con la prescrizione dei termini decisa dalla Cassazione.

La magistratura torinese è tornata all’attacco istruendo un nuovo fascicolo per omicidio colposo aggravato, reato per cui non esiste la prescrizione. La Corte Costituzionale ha dovuto stabilire se in questo caso fosse valido il principio “ne bis in idem”, che impedisce di mandare a giudizio due volte una persona per la medesima vicenda. La Consulta ha deciso per il via libera, giudicando legittimo il procedimento, partito a Torino, sede competente per Casale Monferrato: la cittadina piemontese era la sede del principale stabilimento italiano di Eternit, e ha pagato il conto con centinaia di persone malate.

Anche Rubiera ha un triste elenco di vittime, quasi tutti dipendenti dell’azienda locale parte del gruppo Eternit. Il sindaco aveva presentato denuncia per omicidio colposo per i 47 morti rubieresi, una mossa che potrebbe dare il via a un nuovo processo anche nel territorio reggiano. (adr.ar.)

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