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«Impianti e macchine non saranno spostati»

«Impianti e macchine non saranno spostati»

San Martino in Rio, Open.Co risponde ai lavoratori ex Cormo dopo la visita di tecnici allo stabilimento

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SAN MARTINO IN RIO. Dopo la protesta dei lavoratori della ex Cormo, divenuta Open.Co dopo la fusione con la modenese Coop Legno, avvenuta nei giorni scorsi durante l’assemblea alla mensa, arriva la replica di Open.co. I lavoratori si sono allarmati dopo la visita, nello stabilimento sammartinese ex Cormo, di alcuni tecnici che hanno effettuato delle misurazioni.

«Ricordiamo che l’azienda Cormo ora si chiama Open.co e non ci può essere contrapposizione tra i tecnici di Open.Co e i lavoratori Cormo perché sono tutti dipendenti di Open.Co. Specifichiamo che tutte le aziende che hanno manifestato dichiarazioni d’interesse per l’affitto del ramo d’azienda, sia per lo stabilimento di San Martino, sia per Castelvetro, hanno diritto, al fine di formulare l’offerta, di conoscere lo stato degli impianti e di avere tutte le informazioni necessarie per formulare le loro offerte d’affitto. È interesse della liquidazione, e soprattutto di chi ha a cuore il mantenere attivi i siti produttivi, supportare le formulazioni d’offerta nella massima trasparenza sullo stato degli impianti di ogni singolo stabilimento, ed è dovere della direzione di Open.co, che agisce su ordine e disposizione del commissario, da cui dipendono gli impianti stessi, mettere in condizione chi intende formulare un’offerta di conoscere lo stato degli impianti». «È particolare interesse dei lavoratori far sì che ci siano più soggetti interessati a dare continuità ai due stabilimenti - continua la nota - Sullo stabilimento di San Martino in Rio, in particolare, non c’è l’interesse solo di un privato, ma anche l’interesse della società appositamente costituita dal movimento cooperativo».

«Specifichiamo comunque che non è possibile né vendere, né spostare nessuna attrezzatura e/o macchinario senza autorizzazione del commissario liquidatore – conclude la nota – Notizie di questo tipo sono alimentate da tempo da chi ha interesse non a una soluzione positiva per la prosecuzione dell’attività seppur in più ridotti spazi e numeri, ma da chi ha interesse a strumentalizzare qualsiasi evento per alimentare tensioni politiche e sindacali».

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