Reggio Emilia, sanità: arriva lo sblocco del turn over in ospedale
Parte la riorganizzazione al Santa Maria Nuova dopo l’apertura del CoRe, saranno assunti otto infermieri su dieci andati in pensione
REGGIO EMILIA. I sindacati lo chiedevano da tempo. Finalmente la Regione ha concesso l'aumento del turn over delle professioni sanitarie dal 25 all'80 per cento. Mentre finora è stata consentita l'assunzione in pianta stabile di un infermiere ogni quattro che andavano in pensione, d'ora in avanti la quota salirà a otto su dieci.
«Lo prevede - conferma Marina Iemmi, direttore delle professioni sanitarie dell'arcispedale Santa Maria Nuova - il piano delle assunzioni comunicato mercoledì dalla Regione. Inoltre faremo assunzioni a tempo determinato secondo le necessità e la disponibilità del bilancio preventivo».
Di queste ultime, che dovrebbero aggirarsi sulla ventina, si è discusso ieri mattina nell'incontro che l'azienda ospedaliera, rappresentata dalla dottoressa Iemmi e da Monica Pedrazzi, responsabile delle relazioni sindacali, ha tenuto con i rappresentanti delle organizzazioni di categoria di Cgil, Cisl, Uil e dell'autonoma Fials.
All'ordine del giorno era la riorganizzazione del servizio sanitario dovuta all'inaugurazione del CoRe. Vi è chi teme, infatti, che la concentrazione delle risorse finanziarie e umane sul Centro oncoematologico vada a scapito degli altri reparti.
Le maggiori perplessità erano state espresse da Claudio Pedrazzoli, direttore della Chirurgia generale a indirizzo oncologico e ricostruttivo, il quale dubita di trovarsi ancora nella condizione felice che gli ha recentemente consentito di portare a termine con successo un intervento particolarmente delicato, durato sette ore, su un paziente che era passato per anni senza risultati da un ospedale all'altro.
«Non so - aveva detto Pedrazzoli - se alla luce dei futuri cambiamenti riusciremo ancora ad eseguire interventi come questo».
«Negli ultimi tempi - obietta Marina Iemmi - gli sforzi dell'azienda si sono indirizzati sul CoRe, ma gli altri reparti non vengono trascurati. Le sale operatorie continuano a funzionare allo stesso modo. Il piano della chirurgia sarà rimodulato, ma se un reparto sarà meno affollato ne trarrà giovamento il confort dei pazienti».
Sicuramente la condizione indispensabile di una buona cura è il numero adeguato del personale sanitario. Nel caso del Santa Maria, i nuovi reclutamenti si impongono per sostituire quelli che hanno chiesto di essere utilizzati nel CoRe.
«Oltre allo sblocco del turn over - chiarisce Elena Strozzi della Fp Cgil - chiedevamo una risposta alla legge 161 del 2014, che prescrive più turni di riposo. Durante l'incontro abbiamo recepito dalla direzione ospedaliera l'impegno di assumere a tempo determinato entro settembre ventiquattro unità tra infermieri, tecnici e operatori socio-sanitari».
«La trattativa - replica la dottoressa Iemmi - si è svolta in un clima cordiale, ma il numero dei nuovi assunti non è ancora determinato con precisione, non essendo completato il quadro organizzativo».
Le uniche certezze, illustrate ieri dettagliatamente ai rappresentanti sindacali, riguardano i trasferimenti dei reparti.
Al primo piano del CoRe andrà la piattaforma chirurgica, al secondo piano l'ematologia, al terzo la medicina oncologica con le cure palliative, al quarto il day hospital.
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