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«Servono dialogo e regole chiare»

«Servono dialogo e regole chiare»

Il sindaco di Castelnovo Monti: «Confronto ma solo con chi rispetta i patti»

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CASTELNOVO MONTI. «I musulmani hanno diritto ad avere luoghi di culto. Come amministratori dobbiamo confrontarci con le comunità, condividere alcuni percorsi comuni. Dobbiamo però essere fermi nel far rispettare le regole, per questo abbiamo fatto chiudere il fabbricato di Felina dove predicava Mohammed Madad». Il sindaco di Castelnovo Monti Enrico Bini torna sul caso dell’imam marocchino espulso dall’Italia per motivi di sicurezza. «Aveva creato un luogo di preghiera in uno spazio non idoneo, dove si radunava molta gente. Non c’era alcuna misura di sicurezza. Un altro elemento che ci ha spinto a chiuderlo però è stata la mancanza di collaborazione di Madad di fronte alle nostre richieste. Volevamo un confronto con lui, su vari temi, ma ha sempre rifiutato».

Dialogo costruttivo è invece quello che si è creato con l’associazione “Al Bayt”, che ha sede sempre a Felina ed è animata da giovani musulmani, di seconda generazione, integrati e desiderosi di contribuire alla vita e all’animazione sociale e culturale del territorio. «Sono ragazzi attivi nel volontariato - spiega il sindaco Bini - che hanno partecipato ad iniziative culturali come Reggionarra ne’ Monti e il Festival Cittaslow. Con questa associazione è nato un confronto che ha portato all’apertura del loro centro culturale. Da parte loro c’è molta apertura e trasparenza. Il centro è aperto al venerdì a tutti e traducono in italiano le preghiere».

Il centro di Felina non è una moschea vera e propria, per la quale sarebbe necessaria una variazione urbanistica. In Italia a fronte di centinaia di luoghi di culto islamico solo quattro rientrano nella definizione di moschea vera e propria. Le altre realtà sono centri culturali ma anche spazi del tutto inadeguati, tra cui si contano luoghi semiclandestini, anche nella nostra provincia. «La questione va affrontata - dice il primo cittadino - perché la comnunità ha diritto a un luogo di incontro e di preghiera. La scorsa estate abbiamo concesso la palestra per le celebrazioni del Ramadan e qualcuno ha polemizzato. Ma sono convinto che avessimo ragione noi».

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