Alta velocità ancora senza la polizia
Alla Mediopadana a tre anni dall’inaugurazione manca un posto di guardia stabile. È l’unico caso fra gli scali Av italiani
REGGIO EMILIA. Quando è stata inaugurata ormai tre anni fa gestiva un afflusso di sei treni giornalieri per un parcheggio di 400 posti auto. Oggi di treni ne ha 44, con 900 stalli e una media di 2.600 passeggeri ogni giorno. Cifra in costante aumento poiché, secondo le stime del Comune di Reggio Emilia, nel 2016 saranno un milione le persone in transito previste.
E tuttavia, nonostante questi numeri enormi per una città che conta poco più di 170.000 abitanti, la stazione Av Mediopadana è ancora senza un presidio fisso delle forze dell’ordine dopo oltre mille giorni di vita. Si tratta dell’unico scalo ferroviario dell’alta velocità in Italia ad esserne privo. A fronte di un problema di sicurezza piuttosto stringente. Furti ripetuti alla tabaccheria, auto forzate, generale percezione di scarso controllo del territorio. Sono in molti a chiedere, e ad aspettarsi, l’istituzione di un punto di guardia fisso da parte della polizia ferroviaria.
Attualmente il servizio di sicurezza è garantito dagli uomini della Polfer presenti a piazzale Marconi che fanno da spola anche verso la Mediopadana. Si tratta di un organico di quindici agenti che si riduce a una decina circa di operativi. Le pattuglie si occupano principalmente della sorveglianza della stazione di Calatrava e di quella centrale e i turni sono suddivisi a seconda delle esigenze dei due scali. Dove c’è un maggiore afflusso di pendolari il presidio è più forte nelle prime ore del mattino e all’uscita da lavoro mentre l’alta velocità è maggiormente sorvegliata dalle 22 alle 24. Adattandosi alle varie esigente la polizia ferroviaria riesce quindi a garantire dalle cinque alle sei ore di controlli al giorno nei due scali principali che, però, non sembrano sufficienti ad assicurare la totale sicurezza dell’area Mediopadana. Se a questo aggiungiamo che la Polfer deve tutelare anche le stazioni di Rubiera e Sant’Ilario, che distano 36 chilometri l’una dall’altra, è evidente come ci sia un problema di organico e di tutela del territorio. Non spetta però alle istituzioni locali o agli agenti di piazzale Marconi istituire un presidio fisso.
Reggio Emilia infatti non essendo capoluogo di Regione non è sede compartimentale, la decisione deve arrivare direttamente da Roma. E non è quindi un caso che il ministro alle Infrastrutture Graziano Delrio, intervistato alla festa di Villalunga dal direttore della Gazzetta di Reggio Stefano Scansani, abbia promesso di «incontrare Rfi per ripristinare una vigilanza più stretta, perché la Mediopadana va presidiata di più». Per adesso, però, l’alta velocità reggiana dopo tre anni è ancora sguarnita.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
