Delrio brinda con l'acqua minerale
REGGIO EMILIA Il ministro è un uomo asciutto, non solo per struttura e stazza. È essenziale anche quando parla del suo “giro del Papa” affrontato fra mercoledì e venerdì. Cioè del tour fatto con Renzi nell’Italia delle incompiute: dal viadotto sulla Salerno-Reggio Calabria fino al museo archeologico di Taranto. «In aereo col premier ho brindato all’aumento dei posti di lavoro, ma con l’acqua minerale».
E poi: «Il nuovo museo di Taranto è bellissimo, sa!? Ricostruisce le origini di quella città, colonia di Sparta».
Il ministro Graziano Delrio è spartano, nel senso che in ogni cosa che dice o fa ricorre all’essenziale. Un paragone, l’altra sera alla festa regionale del Pd a Villalunga di Casalgrande, gli è riuscito assai bene, appunto perché magro e lampante: «Un modo per fare vera la Costituzione, è anche evitare che ci siano passeggeri di serie A e di serie B sui treni».
Questa è stata una delle risposte alle domande sull’autentica necessità della riforma costituzionale sulla quale il governo ha scommesso i suoi destini, sulla sentenza del referendum novembrino, e sulla fame di modernità che ha il Paese.
Certo, anche per il treno che non c’è, non arriva, si schianta, è gelido, è un forno, è ad alta velocità (basta pagare) oppure è un convoglio sgangherato (che comunque si paga). Il dubbio e la rabbia, ma anche la disaffezione per gli ottimismi renziani, affollano questa contraddizione: lui e i suoi uomini predicano l’urgenza di modificare la Costituzione, cambiare la natura del Senato, e su questo obiettivo andiamo patendo mesi di travagli e risse politiche che minacciano l’autodistruzione del Pd. E allontanano la soluzione dei problemi.
Nonostante questo conflitto sui massimi sistemi, il sistema Italia è al minimo, non riparte, e se riparte s’inceppa. Hanno un bel da dire e comiziare, ma la vita quotidiana dell’italiano basso e medio è la stessa. Avvilita.
Negli anni della crisi l’antico inguaribile ottimismo italiano è diventato un pessimismo individuale, con perdita di speranza e imbarbarimento della partecipazione, accanimento contro la politica. Così da trasformare il referendum in un salto nel cerchio di fuoco per Renzi e il renzismo, con gioia delle destre estreme, delle destre moderate, dei pentastellati, delle sinistre-sinistre e dell’opposizione interna.
Ecco perché il premier - con largo seguito di ministri - sta sottoponendosi al “giro del Papa”, prima della veneranda pausa d’agosto durante la quale nessuno ricorderà niente. Vola, viaggia, inaugura, annuncia che l’incompiuta è compiuta, che il cantiere è vero, che il finanziamento è certo, che il lavoro è fatto, che l’opera dà lavoro e produce indotto, che l'Italia s'è desta.
Questa è, o pare, una forma di intraprendenza irrefrenabile tipica di Renzi, ma necessaria a Renzi anche per rimarcare due situazioni: la sua sete di riforme non è astratta, bensì accompagnata da fatti reali; che lui e il suo governo non sono sostituibili.
È una campagna (concreta) che controbatte le incertezze sull’esito del referendum sulle riforme costituzionali (astratte). Affrontando questo tema lo spartano Delrio l’altra sera a Villalunga di Casalgrande ha aggiunto ciò che di solito manca all'appello. Lo Stato. Anzi, no, il senso dello Stato.
E siccome Delrio, ha fatto il sindaco sa che cosa vuol dire, facendo atterrare l’ottimismo renziano nella pratica quotidiana.
Ha detto che se l’imprenditore non reinveste nell’azienda, non compra nuovi macchinari, non aumenta gli stipendi ai dipendenti, non aggiorna lui e loro, ma investe all’estero chissà quanto e chissà come, ammazza lo sviluppo.
Ha detto che se le strade si riempiono di rifiuti e le città si degradano la colpa non può essere semplicemente del governo, ma tocca ad ogni cittadino mutare comportamenti e assumere nuove responsabilità.
Ha detto che la Costituzione si rispetta anche attraverso l’applicazione dell'uguaglianza fra viaggiatori di serie A e serie B, sui treni d'Italia.
Molti i commenti alle affermazioni del ministro in riva al Secchia. Il web non ha confini. Pietro Micaroni su Twitter: “Agli ordini di Confindustria, banche, Vaticano e poteri occulti…”. Questa annotazione è immortale. Va di moda oggi come mezzo secolo fa, per qualsiasi governo o forma costituzionale, senso o controsenso dello Stato. Lo spartano ministro Delrio sa che cosa significa governare e brindare con l’acqua minerale.
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