Giornata mondiale della gioventù Oggi si torna a casa
I 26 pullman dei reggiani sono partiti ieri da Cracovia La parola ai protagonisti: «Esperienza unica di fratellanza»
REGGIO EMILIA. Oggi torneranno a casa, i pellegrini reggiani reduci dalla Gmg (giornata mondiale della gioventù) di Cracovia. Nel cuore tanti momenti ma soprattutto l’ultima indimenticabile giornata, aspettando Papa Francesco. Ecco il loro racconto.
Al campus Misericordiae di Cracovia i ragazzi reggiani arrivano all'ora di pranzo. Il sole batte forte e loro sanno di avere tante ore prima della veglia con Papa Francesco. C'è chi riposa dopo tanti giorni di fatiche, chi ha ancora l'energia per qualche gioco insieme, altri vanno a scambiare gadget italiani con gadget degli altri Paesi. Tutti sono in attesa del momento cardine dell’intera Giornata mondiale della gioventù.
L'ospitalita polacca colpisce i giovani della montagna. Un unico gruppo raduna qui in Polonia chi arriva da Toano, Villa Minozzo, Castelnovo Monti. «Al nostro arrivo ci hanno fatto un cartellone con le immagini della Pietra di Bismantova o della chiesa di Villa. Si erano preparati molto, ci hanno atteso per un anno e mezzo!».
Sono invece in 139 i ragazzi arrivati in Polonia da Sassuolo. È il gruppo più numeroso della nostra diocesi. Al campus si riconoscono per le magliette viola, preparate per l'occasione. Carlotta ed Elena hanno partecipato al gemellaggio di Opole: «Siamo stati trattati come figli. Ci ha colpito la grande fede dei polacchi. Ci hanno detto che già da prima del nostro arrivo pregavano per noi». Così scherzano anche Mattia e Vittorio: «Ormai le famiglie del gemellaggio sono le nostre famiglie. Ci siamo già accordati per tornare a trovarli». «Quello che ci ha spinto a partecipare? - spiegano poi Paola e Alessandra - Gli amici del gruppo ma anche il tipo di esperienza, la presenza di tanti ragazzi, tutti uniti per incontrare il Papa».
«Fatta una volta, non la rifarai mai più, mi dicevano gli amici. Io invece credo che parteciperò anche alla prossima Gmg - spiega Marta di Bagnolo - è stancante ma è stata una esperienza di fratellanza unica». Erica azzarda anche una scommessa: «Secondo me la prossima giornata sarà in Africa, questo è un papa che osa».
I giovani di Arceto invece attendono la veglia con giochi e chiacchiere. «Da questo evento mi porto a casa dei messaggi forti, ho preso appunti dalle catechesi. Sicuramente una delle frasi che ci portiamo a casa è quella del Papa “non costruite muri, costruite ponti”» spiega Nicole. «Per noi è stata la prima Gmg, torneremo da educatori» conclude Elias.
Al termine della messa il Papa ha salutato i giovani svelando ai pellegrini il paese che organizzerà la prossima Gmg: Panama.
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