Novellara, coltivatore insegue il ladro e recupera le sue angurie
Paolo Zarantonello ha visto l’uomo caricare 15 cocomeri in auto. È riuscito a prendere il numero di targa, poi la polizia ha rintracciato il fuggitivo
NOVELLARA (Reggio Emilia) Stava passando vicino ai suoi campi, in località Valle a Novellara, quando ha visto un uomo che senza fretta strappava i cocomeri succosi e maturi e se li caricava tranquillamente in auto come fosse al supermercato ma senza passare dalla cassa.
Questa volta, però, Paolo Zarantonello non è stato certo a guardare: si è diretto verso il ladro per chiedergli conto del furto, senza immaginare poi cosa sarebbe successo. «Quando l’ho visto mi sono avvicinato e aveva la macchina piena di cocomeri» ci racconta il noto agricoltore della pluripremiata azienda Zarantonello, che ha fatto dell’anguria reggiana il suo biglietto da visita. «Quando gli ho detto “ma cosa fai? Mi rubi le cocomere” questo mi ha detto “ma io adesso te le pago!”. Cioè prima me le ruba e visto che lo scopro mi dice che me le paga? Non esiste: ho tirato fuori il telefonino e gli ho detto “adesso ti faccio una foto e ti denuncio”».
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La reazione del ladro, un giovane piuttosto alto e robusto, ha colto di sorpresa l’agricoltore, che si trovava lì da solo. Non appena Zarantonello ha tirato fuori il telefono, il giovane ha cominciato a dirigersi verso di lui.
«Io non sapevo cosa fare, mi è toccato chiudermi in macchina - racconta il coltivatore - Questo allora è tornato indietro, è salito sulla sua utilitaria ed è fuggito via. Dentro io avevo visto una quindicina di cocomeri, ma non so se ne avesse caricate anche nel bagagliaio. Allora ho messo in moto anch’io l’auto e l’ho inseguito».
Il ladro ha pigiato sull’acceleratore tentando la fuga su una stradina bianca che taglia verso i campi. «Pensava forse di lasciarmi indietro con la nuvola di polvere che aveva alzato ma io quella strada la conosco bene. Sono riuscito a stargli dietro per due chilometri circa, ho anche rischiato di finire nel canale per quanto veloce stava andando. Ma non appena sono riuscito a prendere la targa l’ho lasciato andare. E quella mi è bastata».
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Dopo il rocambolesco inseguimento, l’agricoltore ha subito chiamato il 112. I carabinieri hanno quindi diramato il numero di targa e si sono messi alla ricerca dell’auto del fuggitivo.
«Dopo nemmeno un’ora mi ha chiamato la questura di Reggio Emilia dicendomi di aver trovato l’uomo, che è di Reggio, la sua auto e tutte le mie angurie, che potevo andare a recuperare e sporgere eventualmente denuncia. Cosa che farò, perché è vero che non si tratta di quei grandi furti che ci colpiscono ogni anno e che ci costringono ad avere una guardia di notte nei campi. Ma non è nemmeno un bambino che ruba una pesca. Anche i carabinieri, durante il recente incontro che abbiamo fatto insieme contro i furti, ci hanno detto che è l’unico deterrente. Non si può più lasciar correre».
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