Al via nuovi scavi a Castel Pizigolo
Toano: le indagini del 2015 rivelarono la struttura religiosa È possibile partecipare alla campagna in qualità di volontari
TOANO. In agosto prenderà il via una seconda campagna di scavi archeologici nel territorio toanese, dove nella zona di Castel Pizigolo, vicino al confine con Modena, l’anno scorso sono iniziate le indagini su un nucleo abitato alto medievale.
Il sito di Castel Pizigolo è ubicato a sinistra del torrente Dolo, in posizione strategica per il controllo sia della valle sottostante, sia di una vasta porzione dell’entroterra appenninico nel territorio reggiano. «In età medievale – spiega la Soprintendenza ai beni archeologici di Bologna – l’area oggetto della ricerca, secondo un falso diploma di Carlo Magno redatto alla fine del IX secolo, faceva parte della diocesi di Reggio Emilia, mentre dal punto di vista civile dipendeva dal gastaldato di Bismantova. La prima menzione del castrum, ossia il castello, risale a un diploma dell’imperatore Corrado II che conferma al vescovo di Parma vari beni tra cui, appunto, il castrum Piciculi. La stessa struttura fortificata appare oltre un secolo dopo, nel 1164, in un atto di Federico I Barbarossa, mentre è del 1202 la notizia che il castello sia stato temporaneamente concesso dai signori locali al comune di Reggio Emilia che in questa zona stava portando avanti un’ampia offensiva verso il rivale comune di Modena». Le lotte che coinvolgono le due città fanno sì che Castel Pizigolo, posto proprio lungo il confine, diventi teatro di eventi bellici di rilievo, come quello che nel 1269 porta le truppe modenesi a espugnare il maniero e a darlo alle fiamme. Il sito continua comunque ad essere occupato anche nel Trecento mentre il suo abbandono pare collocabile nel secolo successivo. Un abbandono che interessa però solo l’apparato fortificato, visto che le fonti scritte testimoniano in uso la chiesa castellana di San Tommaso ancora fino al 1624. Oggi il sito è occupato da bosco e prati. Non ci sono strutture monumentali in elevato, ad eccezione di un piccolo frammento di muratura medievale rimasta a vista in quanto successivamente riutilizzata come piccolo terrazzamento di parte del colle.
«La campagna di scavo 2015 – prosegue – aveva l’obiettivo di chiarire l’epoca di frequentazione del sito e le sue strutture, con particolare attenzione alla fondazione del castrum. Le indagini archeologiche sono state effettuate in concessione dall’Alma Mater Studiorum, Università di Bologna, sotto la direzione scientifica di Nicola Mancassola del Dipartimento di Storia Culture Civiltà, e hanno interessato tre differenti settori. Sono emersi i resti di un edificio con più fasi costruttive. La presenza di alcune sepolture allineate con un perimetrale della struttura, suggerisce che si tratti di una chiesa, della cui presenza si avevano notizie dalle fonti scritte. I materiali finora rinvenuti collocano la struttura religiosa e l’annessa necropoli tra il XIII e il XIV secolo».
Alla nuova campagna di scavi si può partecipare in qualità di volontari: informazioni al riguardo si possono reperire sulla pagina facebook “Scavo archeologico di Castel Pizigolo”.
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