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Atersir, servizi idrici e rifiuti Verso una gara pubblica

di Ambra Prati
Atersir, servizi idrici e rifiuti Verso una gara pubblica

REGGIO EMILIA. Ridurre i subappalti a terzi fissando un tetto massimo, salvaguardare i lavoratori svantaggiati, rafforzare il controllo locale tramite un sistema informativo duale di gestione dei...

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REGGIO EMILIA. Ridurre i subappalti a terzi fissando un tetto massimo, salvaguardare i lavoratori svantaggiati, rafforzare il controllo locale tramite un sistema informativo duale di gestione dei dati che consenta al pubblico di accedere in remoto in qualsiasi momento, coordinarsi con Piacenza e con Parma per un accordo di lungo periodo sull’uso degli impianti.

Sono queste alcune delle linee di indirizzo emerse ieri durante il consiglio di Atersir (l’agenzia territoriale dell’Emilia-Romagna per i servizi idrici e rifiuti) che ha dato il via al percorso per l’affidamento a un privato del servizio gestione servizi urbani e assimilati. Una partita fondamentale, che riguarda 34 Comuni - tutti tranne gli otto della Bassa gestiti da Sabar, società “in house” interamente pubblica, confermata nei mesi scorsi - attualmente serviti da Iren; con il nuovo bando, i Comuni potranno passare ad altro gestore privato (Hera, A2A e altri colossi del settore, ma anche Iren potrà partecipare), determinando una svolta epocale.

Com’è noto, dal 2011 è scaduto l’affidamento del servizio rifiuti (che da diversi anni va avanti a forza di proroghe) e a tal scopo ieri si è riunito un gruppo di lavoro, composto da sindaci, che ha fatto alcune valutazioni sulla proposta di gara. Una partita importante, che potrebbe rivoluzionare il settore e che impegna il nuovo gestore per i prossimi 15 anni; con la clausola che il vincitore dovrà indennizzare il gestore uscente (Iren) per gli investimenti fatti e non ancora ammortati (per l’acqua si tratta di circa 100 milioni, per i rifiuti al massimo 10 milioni, poiché nel Reggiano non sono stati costruiti impianti di smaltimento).

Nel documento di proposta, Atersir elenca i motivi per cui si ricorrerà a un privato: «Le attuali necessità di contenimento della spesa pubblica determinano ulteriori vincoli di bilancio per gli enti locali; un’azienda locale imporrebbe un fabbisogno di nuovo personale difficilmente gestibile con la modalità in house; ci sarebbero concrete e non superabili difficoltà nel contrarre indebitamento (con la società mista o con la società pubblica) per gli impianti di trattamento dei materiali, che hanno una dimensione fuori scala». Da qui la decisione di gara pubblica, che avrà un iter lungo: nei prossimi sei mesi Atersir predisporrà i diversi atti e li sottoporrà ai Comuni, per la loro approvazione; a giugno 2017 l’inizio della procedura di gara; se tutto fila liscio, a gennaio 2018 il nuovo servizio. Intanto però si è compiuto un passaggio importante nel definire le regole dei rapporti tra i Comuni (rappresentati da Atersir) ed il gestore che vincerà.

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