Oltre al ricorso al Tar un pagina Facebook
Brescello: i “coffriniani” on line raccolgono le segnalazioni di cosa non va Dario e Carpi con lo zio dell’ex sindaco aprono lo spazio “Protezione incivile”
BRESCELLO. Sono trascorsi mesi dalla bufera che ha investito Brescello e che ha portato il paese prima al commissariamento, poi allo scioglimento. E in tutto questo tempo, come è trascorsa la vita dei cittadini? C’è stata una reazione a quanto accaduto o non è cambiato nulla?
La vicenda Coffrini, è inutile negarlo, ha diviso la popolazione. A maggior ragione, dopo lo scioglimento per condizionamenti della malavita organizzata, si sono acuite le divergenze: c’è chi ritiene che il provvedimento del Consiglio dei Ministri sia stato necessario e chi, invece, crede che Brescello stia pagando un prezzo oltremodo caro per quanto emerso dagli atti. È sul web, e in particolare sui social network, che in questo periodo si riescono a intercettare le reazioni della comunità.
I cittadini brescellesi sono molto attivi su Facebook. Lo dimostrano le creazioni di gruppi all’interno dei quali vengono postate segnalazioni e discussioni, con l’obiettivo di creare dibattiti e migliorare le condizioni del paese. Così come nella realtà, anche su internet si creano correnti e divisioni, e a tal proposito balza all’occhio un neonato gruppo intitolato “Protezione incivile”, fondato da Gennaro Dario, dipendente comunale e zio acquisito dell’ex sindaco Marcello Coffrini (è il marito della sorella di Ermes Coffrini, già sindaco di Brescello).
Questo gruppo – che «si propone di raccogliere informazioni su atti vari di inciviltà rilevati nel territorio brescellese e di porvi rimedio, nei limiti della legge e delle proprie possibilità» come si legge nelle informazioni – nasce dunque su spunto dei “coffriniani”, e questa tesi è suffragata dal fatto che i moderatori siano due fedelissimi dell’ex sindaco come gli ex assessori Gabriele Gemma e Giuditta Carpi, che hanno firmato anche il ricorso al Tar, contro il commissariamento del Comune.
Insieme a loro, anche Luciano Conforti (ex consigliere comunale d'opposizione) che nel settembre 2014 si astenne dal votare a Coffrini la sfiducia e che in questi mesi nel suo gruppo “Brescello a 360°” si è fatto portatore di un certo malcontento della cittadinanza in merito alla manutenzione del paese, utilizzando spesso toni polemici.
Solo voglia di aiutare il paese a migliorare o un attacco indiretto ai commissari che attualmente gestiscono il Comune? Difficile dirlo. Certo è che oggi sembrano lontani i tempi nei quali i brescellesi erano semplicemente divisi tra comunisti e democristiani, come ci ricordano i romanzi di Guareschi e i film con Fernandel e Gino Cervi.
In questo variopinto contesto si inserisce anche il “Gruppo di discontinuità”, gestito da Nicola Bolzoni e da Paolo Monica, quest’ultimo consigliere comunale fino al 2009.
Qui, i componenti del gruppo cercano di stimolare la discussione non tanto su vicende del paese quanto sui temi che hanno portato allo scioglimento, chiedendo prese di posizione che – anche in questo caso – sono state motivo di divisioni e discussioni piuttosto accese. La battaglia a suon di post continua.
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