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Soccorsi in ritardo Daino intrappolato muore a Botteghe

di Elisa Pederzoli
Soccorsi in ritardo Daino intrappolato muore a Botteghe

Albinea: la proprietaria del terreno ha chiamato più volte La denuncia: «Dalla polizia provinciale nessuna risposta»

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ALBINEA. «Questo è un disservizio». La denuncia arriva da Silene Nicolini, al termine di una giornata convulsa in cui è rimasta ore attaccata al telefono per capire cosa fare con quel daino, un bellissimo esemplare adulto, che chissà da quante ore era rimasto impligliato nella rete a protezione del suo vigneto. Alla fine, quando finalmente è riuscita a parlare con chi poteva fare qualcosa per lui, era troppo tardi. L’animale è morto. Ma resta l’amarezza di aver tentato di fare qualcosa per lui, e di non esserci riuscita. Evidentemente, per un meccanismo che non funziona bene.

Siamo a Botteghe di Albinea. «Mio fratello ha visto l’animale che saranno state le 13. La rete di recinzione serve proprio a protezione della vigna. Lui è rimasto impigliato e si deve essere dimenato al lungo, tanto da piegare il cancello. Ma quando lo ha trovato era vivo, stava in piedi» racconta. Così, lei stessa ha provveduto a telefonare. «Come prima cosa ho chiamato la Forestale, mi hanno detto che dovevo sentire la polizia provinciale. Così ho fatto» racconta. La donna ha composto il numero 0522-792222. «Ha riposto una segreteria telefonica, in cui mi si diceva di lasciare i miei dati per essere ricontattata. Beh, sono passate due ore e niente. E ancora adesso nessuno si è fatto sentire» racconta. Così, presa dallo sconforto e dall’angoscia, ha chiamato il 112. «Che mi hanno detto di chiamare la polizia municipale. Alla fine, sono venuti subito e hanno chiamato l’incaricato».

Erano le 18 quando sul posto è arrivato Ivano Chiapponi, che si occupa del recupero degli animali selvatici. Ma a quel punto, per il daino era già troppo tardi. «Io mi sono così disperata, ho chiamato, ho chiesto e non è successo niente. Perchè mi risponde una segreteria a cui lascio i dati e non mi richiama nessuno? Se lo avessero fatto forse quell’animale ora sarebbe ancora vivo» prosegue la donna. «Ma se quell’animale fosse stato ancora più agonizzante? Sarebbe rimasto lì in quelle condizioni per tutto quel tempo? Così le cose non vanno bene» conclude.

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