Gazzetta di Reggio

Reggio

UN UOMO DALLA GRANDE CULTURA

di RENATO NEGRI*

di RENATO NEGRI* Non potevo crederci quando nel 1995, a due anni dal conseguimento del diploma in Organo e Composizione Organistica al Conservatorio di Parma, venni chiamato dal canonico professor...

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di RENATO NEGRI*

Non potevo crederci quando nel 1995, a due anni dal conseguimento del diploma in Organo e Composizione Organistica al Conservatorio di Parma, venni chiamato dal canonico professor Guglielmo Ferrarini, parroco di san Francesco da Paola di Ospizio, per diventare organista titolare dell'organo della sua chiesa, appena fresco di restauro e di un grande ampliamento per opera dell'organaro reggiano Pierpaolo Bigi.

Ma la notizia che fece il giro non solo d'Italia, per la quale rimasi davvero senza parole, è che oltre ad un formale e sterile titolo, se pur prestigioso, don Guglielmo volle formalizzare la mia nomina ad organista titolare con un regolare contratto di lavoro professionale, con regolare retribuzione, mansioni, orari, ferie. Fui praticamente il primo caso in Italia, tanto è vero che, allora come oggi, non esiste il contratto nazionale degli organisti e don Gugliemo, grazie al nipote Alfredo, noto commercialista, utilizzò l'unica forma contrattuale esistente nella Chiesa cattolica italiana, quella dei sagrestani. Per cui divenni l'organista-sagrestano! Riviste specialiste, ma anche giornali nazionali, quali Avvenire, si occuparono del caso: “Metti un giovane Bach in tutte le chiese!".

E' il sogno di tutti gli organisti poter svolgere la propria professione in questo modo; purtroppo ancora ad oggi, in Italia, si contano sulle dita di una mano casi come il mio e anche per questo non potrò mai ringraziare abbastanza Don Guglielmo Ferrarini che da allora divenne un vero amico, un padre premuroso per me. Dal 1995 per sette anni, fino alla venuta del nuovo parroco, che ritenne di continuare il rapporto ma senza retribuzione, tutti i giorni andavo con grande gioia e orgoglio a lavorare in parrocchia: tenevo in ordine la chiesa, preparavo le liturgie, diedi vita ad una coro e alla Cappella Musicale San Francesco da Paola e, grazie sempre alla volontà, al sostegno, non solo morale, di Don Guglielmo, diedi vita alla festival dei concerti per organo che, dal 2006 grazie all'allora assessore alla cultura Giovanni Catellani, è sfociata nella rassegna Soli Deo Gloria. Organi, Suoni e Voci della Città, quest'anno giunta alla 12 edizione di cui posso dire con legittimo orgoglio, è ormai una tradizione per la nostra città. Ma tutto è nato appunto nel 1995 grazie a Don Guglielmo Ferrarini, uomo fine, coltissimo in possesso di due lauree, con una sensibilità fuori dal comune, un visionario.

Infatti, don Guglielmo non solo volle un organista professionista per la Sua parrocchia “Deus praedicavit Evangelium etiam per Musica” ma volle fin da subito chiamare i più grandi organisti allora viventi, fermamente convinto che la musica è parte integrante della pastorale di una comunità.

Don Guglielmo, profetico quanto mai, per giustificare le sue scelte a volte apertamente criticate da alcuni parrocchiani, citava spesso le parole scritte da Giovanni Paolo II: “Senza l'arte l'uomo resterebbe ampiamente cieco a se stesso, al proprio mondo interiore. La musica tra tutte le arti esalta l'armonia universale e suscita la fraternità dei sentimenti al di là di tutte le frontiere: essa per la sua natura può far risuonare interiori armonie, solleva intense e profonde emozioni, esercita un potente influsso con il nuovo incanto. La musica è uno strumento di vera fraternità, aiutando a superare discriminazioni e frontiere”.

Ed ecco che a Reggio, nella piccola chiesa di Ospizio, sfilarono, solo per citarne alcuni, nomi quali Gustav Leonhardt, Trevor Pinnock, Ton Koopman, Olivier Latry e Jean Gouillou che tornerà per un concerto a Ospizio il 30 ottobre prossimo. Tutti questi musicisti, oltre a suonare alla Scala di Milano, ritornano tutt'ora molto volentieri a Reggio, ed è grazie anche alla loro ammirazione per l'organo della Chiesa di San Francesco da Paolo di Ospizio, commissionato da don Guglielmo e costruito da Pierpaolo Bigi, che questo strumento è entrato ufficialmente nel 1998 nell'Orgelfuherer Europa, fra i più importanti organi d'Europa. Ironia della sorte, domani mattina (questa mattina ndr) al suo funerale non potrò suonare sul monumentale organo meccanico a canne di don Guglielmo, perchè, a 21 anni dalla sua edificazione, si trova in straordinaria manutenzione. Ma ho già in mente alcune prossime iniziative che don Guglielmo godrà da lassù insieme al coro degli angeli.

*docente d’organo

all’Istituto musicale “Peri”

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