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Vince l’appalto di Iren ma paga i salari in ritardo

Vince l’appalto di Iren ma paga i salari in ritardo

Protesta ieri delle 60 lavoratrici della Iss, impiegate nelle sedi della multiutility Presidi a Reggio e Parma. Filcams: ritardi inspiegabili, intervenga il committente

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REGGIO EMILIA. Garantisce i servizi ambientali in tre province emiliane, ma non paga gli stipendi alle 60 lavoratrici che si occupano delle pulizie nei propri uffici. Per questo motivo due diverse iniziative sindacali sono andate in scena questa mattina contro Iren a Parma e a Reggio Emilia. Protagoniste le dipendenti della Iss italia, che detiene da ottobre l'appalto delle pulizie degli uffici e di diversi sedi di Iren: erano presenti in mattinata (con delegazioni di Parma e Piacenza) davanti ai cancelli di Iren in strada Santa margherita a Parma, mentre un'assemblea con presidio si è svolta a Reggio davanti alla sede dell'azienda.

Secondo quanto riporta la Cgil ducale, l’azienda delle pulizie «non contenta di aver fissato nei contratti individuali di assunzione una data di pagamento più in là di 12 giorni a quanto stabilito dal contratto nazionale di lavoro, il 27 del mese successivo, ritarda ulteriormente la retribuzione degli stipendi».

Le lavoratrici, che già hanno fatto i conti con una scadenza teorica più tardiva, subiscono quindi un ulteriore rinvio che inevitabilmente porta il pagamento nel mese successivo, «a volte il 5, a volte il 7, talvolta l'11 o il 14».

Così, prosegue la Cgil, «per molte addette diventa drammatico rispettare le scadenze di affitti, mutui, bollette (Iren i soldi li vuole, e puntuali) e addirittura alcune di loro non avendo né i soldi per l'autobus né per la benzina, hanno usufruito di permessi perché impossibilitate ad andare a lavorare».

Da alcuni mesi, aperto lo stato d'agitazione, i sindacati denunciano e contestano questa situazione di reiterati ritardi nei pagamenti delle retribuzioni, ma l'azienda, «nonostante la disponibilità delle rappresentanze dei lavoratori a trovare un'intesa che permettesse almeno temporaneamente di percepire lo stipendio almeno in parte nel giorno stabilito, ha continuato nel suo comportamento dilatorio e ad oggi, 1 agosto, lo stipendio di luglio non risulta pagato», evidenziano i sindacati. Per sbloccare la situazione, Filcams-Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs di Reggio, Parma e Piacenza chiedono pertanto un urgente incontro a Iren che richiamano, nel suo ruolo di committente, alla responsabilità solidale, «ritenendo assurdo e vergognoso che un appalto interno versi in tali condizioni».

Già da un po’ di tempo è in corso la trattativa perché i pagamenti vengono sempre versati in ritardo da parte della Iss Italia. Solo a Reggio Emilia sono coinvolti 23 lavoratori, attivi nella sede della multiutility. «Se la cosa non si risolve in tempi brevi ci rivolgeremo direttamente a Iren» assicura Luca Chierici, segretario della Filcams-Cgil di Reggio Emilia.

La Iss Italia ha sede nel comune di Vigonza, in provincia di Padova, e gestisce da oltre venti anni servizi integrati in ambienti industriali e civili, in enti ospedalieri, università, scuole, prefetture, sedi amministrative di province e comuni, banche e nell’ambito di enti e reparti del ministero della Difesa e della Nato dislocati sul territorio nazionale.

Negli anni, e particolarmente in quelli recenti, Iss Italia ha avuto uno sviluppo economico-finanziario, occupazionale e strutturale tale da garantire ai clienti un’ampia offerta di servizi resi con alta professionalità. Ora però è scattata la vertenza con i sindacati emiliani in seguito ai ritardi negli stipendi, che dovrà trovare una soluzione vista la mobilitazione già in atto e che senza una svolta potrebbe proseguire.

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