Il Parco guarda al futuro forte del marchio Unesco
CARPINETI. Il marchio Unesco, le sue potenzialità e i suoi utilizzi. Un anno fa il territorio del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano ha ottenuto a Parigi il riconoscimento di riserva...
CARPINETI. Il marchio Unesco, le sue potenzialità e i suoi utilizzi. Un anno fa il territorio del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano ha ottenuto a Parigi il riconoscimento di riserva mondiale dell’uomo e della biosfera, una definizione riassunta come Mab che consente ora ai 38 Comuni coinvolti di poter utilizzare il brand apposito. Una potenzialità, certo, ma anche una possibilità da gestire con attenzione e con gli strumenti necessari. Proprio di strategie di comunicazione si è parlato ieri pomeriggio a Carpineti, al Parco Matilde, in un incontro organizzato dal Parco per presentare volumi e filmati su queste attività e per conoscere l’esperienza di un’area Mab spagnola, la riserva di biosfera Terre dell'Ebro in Catalogna. Ospiti d’onore dell’evento erano infatti Marcé Mariano Geira e Noélia Fabra Navarro, due ragazze che operano nella riserva catalana ora in Italia per una serie di scambi con i “cugini ambientali” nostrani. All’iniziativa hanno preso parte una quarantina di persone, in gran parte addetti ai lavori: amministratori pubblici, operatori culturali, gastronomici e turistici, arrivati non solo dal territorio reggiano. Una rappresentanza nutrita di tante realtà, visto che nel marchio Mab sono rientrati appunto 38 Comuni, molti di più di quelli che fanno parte direttamente del Parco nazionale: l’area di interesse e influenza è infatti più ampia rispetto ai confini ufficiali del Parco stesso e nel reggiano comprende anche i paese della parte inferiore della montagna stessa sino alla media vallata del Trresinaro.
Dopo i saluti del sindaco carpinetano Tiziano Borghi, è stato il presidente del Parco Fausto Giovanelli a introdurre i temi di lavoro e ad anticipare il prossimo appuntamento internazionale in zona. Dal 30 agosto al 1° settembre, la Unesco Mab Programme organizzerà un seminario nello splendido castello di Torrechiara a Langhirano, un momento di approfondimento sull’uso del marchio Mab per i prodotti alimentari. Parteciperanno funzionari ed esperti di mezzo mondo per ragionare su un tema, la valorizzazione delle lavorazioni alimentari, che interessa molto anche la montagna reggiana. Il marchio MaB può garantire una spinta ulteriore soprattutto per la commercializzazione e la promozione all’estero, dove un sigillo garantito dall’Unesco, l’organizzazione delle Nazioni Unite per l'educazione, la scienza e la cultura, è sicuramente un vantaggio non indifferente. Per questo, hanno sottolineato sia i vertici del Parco nostrano che le esperte spagnole parlando del loro cammino, è necessario che lo sfruttamento del marchio sia condiviso, figlio di un percorso comune fra tutte le realtà coinvolte. Il marchio, è stato ribadito, non è una semplice questione di immagine quanto invece di sostanza stessa: deve essere un punto di partenza per costruire la comunicazione e la narrazione del territorio, delle eccellenze e dei prodotti. A partire da quelli alimentari, prodotti di fascia alta che devono portare con sé non solo un buon gusto e un buon aspetto, come ogni cibo, ma anche la storia del luogo da dove provengono, le loro radici e le loro tradizioni. (adr.ar.)
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