La foca è tornata a nuotare nella vasca dei giardini pubblici
San Martino: la statua è stata riposizionata nella fontana I lavori di riqualificazione sono costati 42mila euro
SAN MARTINO IN RIO (Reggio Emilia) Negli anni ha simboleggiato la nascita di amori, il luogo dell’amicizia o, più semplicemente, un punto dove darsi appuntamento. La foca è ritornata al suo posto, al centro della fontana, a pochi passi dalla Rocca, nel cuore del centro storico del paese.
Questa statua con le sembianze del simpatico animale, dopo un periodo di assenza dal suo sito da cui era stata spostata dal 2012, poiché nella sua forma scultorea si presentava in condizioni precarie e non più stabile sul manufatto di cemento, è stata ripulita, è ritornata nella sua sede originaria. Il ritorno non è passato inosservato ai sammarinesi, così come il suo significato simbolico per tutta la cittadinanza, oltre al fatto che l’arredo dei giardini in cui è collocata, tramite il ripristino di quest’opera, è stato arricchito.
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«Celebreremo il ritorno della foca con un evento ufficiale, un’inaugurazione che si terrà nel mese di settembre con un “aperifoca” – spiega il sindaco Paolo Fuccio -. Forse quest’evento coinciderà con “Luna in rocca”. Da sammartinese ho ricordi legati alla foca a partire da quand’ero bambino, quando non c’era pomeriggio in cui non si venisse in paese: in quei momenti era immancabile il passaggio davanti alla fontana della foca. La mente corre a tempi sereni vissuti da un paese, San Martino in Rio, che nel corso degli anni si è ingrandito, e di cui ci sono rimasti molti bei ricordi. Ed è per questo che vogliamo festeggiare tutti insieme a settembre il suo ritorno. Per i sammartinesi, la foca significa gli attimi della giovinezza».
E la fontana in cui sorge la foca è vissuta dalla popolazione sammartinese come “monumento” ricco di suggestioni, soprattutto per le generazioni degli anni passati che in questi giardini hanno trascorso tanta parte di tempo libero e, forse, di “romantici” incontri.
L’intervento di ripristino ha comportato un investimento di 42mila euro. Il recupero di questo spazio, proprio per la sua visibilità, ha creato crea un nuovo equilibrio nei percorsi urbani e nuove possibilità di incontro e di vivibilità comune. La storia dei giardini in cui sorge la fontana con la foca risale all’inizio degli anni Cinquanta, quando si è scelto di realizzare lo spazio verde all’italiana pieno di rose e fiori.
La fontana venne “adottata” dalla guardia municipale Leo Zaniboni, il quale, fin che restò in servizio, ne curò il costante abbellimento e funzionamento mentre il segretario comunale Nicola Desiderio seguiva personalmente l’acquisto delle rose e delle piante per i giardini. Sino a circa la metà degli anni ottanta i giardini, le siepi, gli arbusti, le decine di rose fiorite erano il bel biglietto da visita del paese e l’elegante contorno all’entrata alla sede municipale mentre la foca ha rappresentato per alcune generazioni di bambini un luogo della fantasia (era un’animale strano e non usuale per il territorio), il luogo della solidarietà e della bontà (si andava a dar da mangiare ai pesci con il pane vecchio rimasto a casa), il luogo dello stupore (le luci che tingevano il balletto dell’acqua che usciva dai getti laterali e dalla bocca dell’animale).
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