Gazzetta di Reggio

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Ha la patente falsa, arrestato per le nuove norme antiterrorismo

di Jacopo Della Porta
Ha la patente falsa, arrestato per le nuove norme antiterrorismo

Reggio Emilia, un ucraino di 29 anni fermato dalla polizia municipale esibisce documenti falsi e finisce in cella: «Li ho comprati ai giardini pubblici»

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REGGIO EMILIA. Le norme antiterrorismo introdotte un anno fa in Italia hanno provocato un giro di vite sulla fabbricazione e il possesso di documenti falsi. La questura reggiana ha già arrestato in flagranza di reato due nigeriani che si erano recati nei loro uffici per delle pratiche, esibendo passaporti falsi.

Nel tardo pomeriggio di martedì la stessa sorte ha riguardato un ucraino di 29 anni, R.P., che da tempo vive e lavora a Reggio.

Lo straniero è incappato in un posto di blocco della polizia municipale di Reggio Emilia, che stava effettuando un controllo in via Lama Golese. L’ucraino, alla guida di una Golf, ha esibito patente e documento d’identità bulgari, che però hanno subito insospettito gli agenti per alcune evidenti anomalie.

Poche, pressanti domande degli uomini in divisa sono bastate per mettere alle strette il giovane che, vistosi scoperto, ha confessato la sua vera identità e il fatto che era già stato espulso dal territorio nazionale nel 2006.

Lo straniero, una volta accompagnato negli uffici del comando della Municipale ha dichiarato agli agenti che, dopo essere rientrato in Italia, si era procurato i documenti falsi per poter circolare liberamente in tutta Europa: ha sostenuto di averli comprati per mille euro al Parco del Popolo, i giardini pubblici di Reggio Emilia. Su questa circostanza sono in corso accertamenti.

In base alle norme antiterrorismo, che hanno introdotto un giro di vite sui documenti falsi, l’uomo è stato arrestato in flagranza di reato.

Ieri mattina il giovane è comparso in tribunale davanti al giudice Luca Ramponi, che ha convalidato l’arresto e dato anche il nulla osta all’espulsione con accompagnamento coatto alla frontiera.

L’espulsione preoccupa molto lo straniero, per le ragioni spiegate dall’avvocato Alessandro Zeppelli: «È in Italia per lavorare e non per delinquere. E non vuole tornare in Ucraina perché ha paura di essere mandato al fronte. Non se ne parla più ma lì si continua a sparare e morire. Per questo faremo richiesta di asilo politico per evitare l’espulsione».

I documenti falsi avevano consentito al giovane di trovare un impiego regolare in una ditta cittadina.

Il giovane ucraino, privo di un valido documento di guida, è stato anche sanzionato per essersi messo al volante della Golf senza patente mentre alla vettura sono stati apposti i sigilli per il fermo amministrativo del mezzo.

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