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«La disparità è una questione di disponibilità immobiliare»

REGGIO EMILIA. «Non esiste un’avversione all’accoglienza: il fatto è che lavorando con i privati non è detto che si trovi disponibilità. È una questione esclusivamente di mercato immobiliare». Tania...

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REGGIO EMILIA. «Non esiste un’avversione all’accoglienza: il fatto è che lavorando con i privati non è detto che si trovi disponibilità. È una questione esclusivamente di mercato immobiliare».

Tania Tellini, sindaco di Cadelbosco Sopra e presidente dell’Unione Terre di Mezzo (Bagnolo in Piano, Cadelbosco Sopra e Castelnovo Sotto), ha partecipato al precedente tavolo provinciale e spiega lo squilibrio delle presenze.

«Tutto dipende dalla disponibilità degli appartamenti: laddove c’è maggiore disponibilità di immobili, c’è più possibilità di inserire profughi. Nella Bassa sono più numerose le abitazioni sfitte, è la parte di pianura che ha visto maggior sviluppo urbanistico e più strutture alberghiere, oltre al fatto che è ben servita e facilmente raggiungibile: quindi è inevitabile che sia più coinvolta». Spesso, però, è il caso a rendere accogliente un luogo anziché un altro. Spiega infatti Tellini: «L’esempio di Cadelbosco è emblematico: fino a qualche settimana fa eravamo tra i Comuni a zero rifugiati. C’era stata la disponibilità di un primo proprietario di alloggio, dove dovevano andare ad abitare cinque persone, poi l’edificio è risultato avere problemi di carattere edilizio e solo di recente è stato trovato un secondo proprietario disponibile ad affittare: la settimana scorsa è entrata una coppia di ragazzi giovani».

In altri casi, come Brescello, basta un solo albergo per far schizzare la percentuale di migranti rispetto alla popolazione residente. «Noi stiamo dando un buon contributo di solidarietà – afferma Paola Casali, sindaco di Bagnolo, particolarmente appetibile in virtù della vicinanza alla città – risultiamo tra i Comuni con più alta densità di rifugiati accolti. Attualmente ne abbiamo 55 in tre dislocazioni diverse, gestiti da associazione Papa Giovanni XXIII, Ceis e Dimora di Abramo: due appartamenti e l’albergo Le Rotte». (am.p.)

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