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Sartori, 1.300 anziani e bilancio in pareggio dopo anni di passivo

di Ambra Prati
Sartori, 1.300 anziani e bilancio in pareggio dopo anni di passivo

San Polo: Regione e Comuni aumentano i finanziamenti L’azienda di servizi alla persona punta sulla tutela dei minori

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SAN POLO. L’Asp Sartori ha raggiunto il pareggio di bilancio, per la prima volta dopo anni di passivo. Con risorse complessive dell’ente a quota 9 milioni di euro, e poco meno di 200 dipendenti, nel 2016 si è raggiunta la quadratura del cerchio grazie a investimenti straordinari messi in campo dalla Regione (che ha raddoppiato i trasferimenti alle Asp: da 200 mila euro a 400mila) e grazie ai Comuni della Val d’Enza, che hanno aggiunto altri 200mila euro. Con l’approvazione nel Consiglio dell’Unione, venerdì scorso si è concluso l’iter di adozione in tutti i Consigli dei Comuni della Val d’Enza di un accordo di programma, che sarà sottoscritto anche dall’Ausl, per rilanciare l’azienda pubblica di servizi alla persona Carlo Sartori. Quest’ultima, tramite 2 case-residenze per anziani (Sartori di San Polo e Villa Diamante di Campegine), 4 centri diurni (Montecchio, San Polo, Campegine, Sant’Ilario) e un articolato servizio di assistenza domiciliare e altri interventi a supporto della domiciliarità, ha in carico, con diverse modalità, 1.300 anziani, in costante e graduale crescita in conseguenza dell’aumento della popolazione ultra-75enne.

«Nel 2015 – dicono il presidente dell’Unione Val d’Enza, Paolo Colli, e il vicepresidente con delega alle politiche sociali, Andrea Carletti – in uno scenario di forte preoccupazione per la sostenibilità di questi servizi, era stato intrapreso un percorso di trasformazione di Asp in Azienda speciale: l’ormai consolidato disavanzo economico, dovuto a norme poco favorevoli per le Asp, avrebbe infatti messo a repentaglio una rete di servizi irrinunciabile per la cittadinanza, e l’Azienda speciale era la sola strada per mantenerli senza ridurre l’offerta ai cittadini né i posti di lavoro. A fine 2015 la Regione ha raccolto la perdurante richiesta dei Comuni e dei sindacati prevedendo finanziamenti appositi a sostegno delle Asp. Questi finanziamenti, sommati a uno sforzo straordinario dei Comuni, consentono per la prima volta di gestire le risorse in pareggio e di guardare al futuro dell’Azienda pubblica di servizi alla persona con rinnovato slancio progettuale. E’ prevista una serie di azioni di riorganizzazione che mirano a portare l’Asp ad una maggiore sostenibilità economica e anche a sperimentare nuove tipologie di servizio più flessibili».

Tra questi, l’ottimizzazione degli spazi disponibili a San Polo, dove si intende procedere alla ristrutturazione di alcune camere per realizzare offerte innovative, come ad esempio miniappartamenti per disabili o coppie di anziani parzialmente autosufficienti (sul modello esistente a Sant’Ilario e Montecchio). In questa situazione di complessivo rilancio, si è deciso di trasferire all’Asp anche parte delle funzioni di tutela minori, in particolare il servizio sociale professionale, presumibilmente a partire dal 2017; in tal modo si potrà assumere per l’area minori tre assistenti sociali, finora precari.

«Chi lavora con le persone più fragili deve poter contare su contratti di lavoro tutelanti e stabili – concludono Colli e Carletti – ribadiamo il forte investimento dei Comuni della Val d’Enza nei servizi sociali».

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