Gazzetta di Reggio

Reggio

Un accordo fra istituzioni per rilanciare l’Appennino

di Roberto Fontanili
Un accordo fra istituzioni per rilanciare l’Appennino

Castelnovo Monti, il progetto mira ad attrarre turisti da fuori regione e provincia È stato firmato da Camera di Commercio, Unione dei Comuni e Parco Nazionale

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CASTELNOVO MONTI. Non è più solo il luogo dove i reggiani vanno a cercare il fresco per una breve gita fuori città, ma un territorio capace di attrarre nuovi turisti provenienti da altre province e regioni. L'ambizione del nostro Appennino di diventare un'area che sappia fare del turismo un settore in grado di produrre reddito e valorizzare il territorio, sta chiaramente scritta nell'accordo siglato ieri tra i presidenti di Camera di Commercio Stefano Landi, del Parco nazionale dell'Appennino tosco-emiliano Fausto Giovanelli e da Enrico Bini sindaco di Castelnovo Monti e presidente dell'Unione montana dei comuni dell'Appennino reggiano che raggruppa Ventasso, Carpineti, Casina, Castelnovo Monti, Toano, Vetto, Villa Minozzo, Baiso, Vezzano sul Crostolo e Canossa. Il primo accordo interistituzionale – che parte dal turismo, ma in futuro potrebbe riguardare altri settori – come ha sottolineato Fausto Giovanelli, «se da un lato non aggiunge un euro in termini economici alle risorse che saranno a disposizione, dall'altro porta con sè un importante valore aggiunto derivante dal fatto che tre enti lavoreranno in maniera integrata e coordinata». L’accordo per svilupparsi potrà contare sui finanziamenti già previsti e che arriveranno dal Governo e dalla Regione per la promozione e la valorizzazione delle aree interne.

«L'accordo sottoscritto – hanno aggiunto Stefano Landi ed Enrico Bini – consentirà di sfruttare al meglio le opportunità che arriveranno a partire dallo sviluppo dell'Area Mab - Unesco e dal piano di sviluppo regionale». Quel che serve però – e qui sta la scommessa che chiama a raccolta, per lavorare insieme, istituzioni e imprenditori privati – è quella di creare le condizioni per sviluppare un sistema turistico competitivo, strutturato, in grado di generare ricadute sull'economia locale e in particolare nei confronti di quei giovani imprenditori, turistici e agricoli, che in questi anni hanno mostrato di credere nella possibilità del nostro Appennino di saper attrarre i turisti anche con necessità diverse dal passato. Quelli che si muovono a piedi o in bicicletta e che sono interessati all'enogastronomia e ai prodotti tipici locali. Di certo però, e lo hanno denunciato anche ieri Landi, Giovanelli e Bini, occorre superare i ritardi che frenano la capacità di attrarre i viaggiatori che non vogliono soggiornare, ma conoscere luoghi e persone e la loro storia. «A partire – hanno sottolineato – dai posti letto disponibili nelle strutture ricettive». A definire quelli che saranno obiettivi, eventi e le attività promozionali, sarà la Conferenza per il turismo in Appennino «e lo farà partendo dall'esame della domanda, superando la visione delle nostre montagne come luogo adatto solo a trascorrere una breve villeggiatura e nella convinzione che non basti aver un bel territorio e mettere dei cartelli, ma occorra saperlo vendere».

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