Va in pensione il medico di Montecavolo
Quattro Castella: il dottor Gabbi, molto attivo nel volontariato, iniziò nel ’78. Il dispiacere dei pazienti
QUATTRO CASTELLA. E' un profondo legame umano e professionale durato oltre 35 anni, quello che ha legato e continua tuttora a unire la comunità di Montecavolo e il dottor Donato Gabbi, che da qualche settimana ha lasciato il camice e il suo ambulatorio nel quale, come medico di famiglia, per tanti anni è stato un punto di riferimento per la frazione castellese. Una decisione, quella di andare in pensione, arrivata non solo per raggiunti limiti di età, ma anche a seguito di una malattia che negli ultimi mesi ne aveva condizionato la presenza in ambulatorio, dove per anni ha seguito e assistito tanti cittadini che oggi si trovano spaesati in attesa di conoscere chi sarà il suo successore e che da qualche mese si sono visti cambiare continuamente il loro medico. Un problema che si ripropone anche a Quattro Castella: con il pensionamento del dottor Maurizio Via, molti cittadini sono ancora in attesa di avere un punto di riferimento preciso.
Dopo due anni di condotta medica svolta a Reggio, con l'avvio della riforma sanitaria che istituiva la figura del medico di base, Donato Gabbi è approdato nel 1978 a Montecavolo, conquistando in breve tempo la fiducia di tanti cittadini che l'hanno visto negli anni affiancare alla sua attività professionale anche un costante impegno sociale. Donato Gabbi è stato per lunghi anni un medico formatore, nominato dalla Regione, dei giovani medici di famiglia e presidente del Comitato antidroga di Quattro Castella. Inoltre, per una ventina d'anni ha svolto corsi di formazione per l'associazione delle famiglie degli alcolisti.
Dal 2000 in avanti, con l'apertura dell'Hospice Madonna dell'Uliveto, Donato Gabbi ha iniziato a prestare la propria attività di volontariato in quella struttura, e proprio per la sua attività di volontariato, unita a una grande professionalità, negli anni scorsi è stato insignito del premio Augusto Mosti riservato a coloro che si occupano di cure palliative. «Sono rimasto molto amareggiato delle nuove riforme della sanità che sommergono i medici di ulteriore burocrazia – spiega Gabbi – ma credo di aver sempre interpretato la mia professione come chi è chiamato ad assistere una persona che chiede aiuto. E dopo l’infortunio che mi è capitato in Costarica, dove mi sono dovuto curare da solo, devo dire di aver apprezzato molto la nostra sanità e il nostro arcispedale, dove mi sono recato non appena rientrato in Italia».
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