«A breve il bando per assegnarlo ai privati»
Il sottosegretario Cesaro: «Non è un castello, restano solo alcuni muri. Ma è un bene statale»
Sulle sorti del castello di Canossa da tempo lavora il Movimento 5 Stelle, autore di due interrogazioni al ministero: una in Senato e una alla Camera, firmate da Michela Montevecchi e Maria Edera Spadoni. Anche il capogruppo in Regione, Gianluca Sassi, si era mobilitato fissando un appuntamento con la Soprintendenza di Bologna. Recentissima (22 giugno) la risposta del sottosegretario Antimo Cesaro alla senatrice Montevecchi sul rischio di chiusura del castello. Cesaro precisa preliminarmente che «il sito in parola non è un castello, bensì la rupe su cui si ergeva il castello di Matilde, del quale restano solo alcuni muri e un resto della cripta ora a cielo aperto». Dopo la premessa per certi versi inquetante, Cesaro tratta il tema del dissesto e afferma che «gli uffici del Ministero presenti sul territorio, consegnatari del bene, hanno provveduto costantemente a interventi di manutenzione e di messa in sicurezza su tutta l'area della rupe, destinando le somme annualmente a disposizione e cogliendo tutte le occasioni per incrementarle», con lavori completati nel 2014 e l’impegno della Regione per «la messa in sicurezza, da destinare in parte al consolidamento ulteriore della rupe e per la restante parte a frenare il dissesto calanchivo del sottostante parcheggio». Quanto alla fruizione, il sottosegretario assicura che «il sito non rischia una totale chiusura, ma occorre evitare una significativa riduzione degli orari di apertura del castello e soprattutto delle attività di visite guidate e di valorizzazione legate alla presenza di operatori qualificati, finora garantite con continuità dalla collaborazione tra Ministero, Provincia e Cooperativa Archeosistemi». Cesaro cita i numerosi visitatori stranieri, in particolare tedeschi, e sottolinea che «la gestione e la valorizzazione del sito sono attualmente garantite dalla Provincia di Reggio Emilia, con la quale il Ministero ha di recente stipulato una convenzione fino al settembre 2016». Fa poi presente che «la presenza di una unità di vigilanza in organico al Ministero garantirà, per quanto ridotta, la fruizione del sito». Cesaro evidenzia che «il Ministero ha inserito il sito nel decreto ministeriale 6 ottobre 2015, qualificandolo come bene statale che potrà essere oggetto di un conferimento a soggetti privati mediante concessione d'uso della durata non inferiore a sei anni e non superiore a dieci, attraverso una selezione con avviso pubblico che verrà definita a breve».
Montevecchi ha ravvisato «alcune incongruenze» laddove Cesaro parla della fruizione del sito, «in quanto non risulta chiaro se essa è effettivamente garantita, per quanto ridotta, o meno». Inoltre ha registrato «con rammarico che lo Stato finisce per abdicare di fatto alla sua funzione, dovendo appoggiarsi sul sostegno dei privati per implementare il godimento di tale bene». (m.g.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
