Reggio Emilia: rubano un cambiamonete, lo ritrovano con il Gps
Spaccata notturna al bar Officina del Caffè di Cella, si tratta dell'ultima di una lunga serie: l’anno scorso ne aveva subite sette in tre mesi
REGGIO EMILIA. Sono entrati a notte fonda spaccando la vetrata con un tombino, hanno prelevato una macchina cambiamonete che serviva per i giocatori delle slot machine e sono fuggiti in auto. Le modalità del furto avvenuto ieri alle tre al bar Officina del Caffè di Cella, in via Vico, sono ormai quelle tristemente conosciute da molti commercianti.
Questa volta però i titolari hanno utilizzato un’arma in più: un allarme posizionato direttamente sul cambiamonete che traccia i movimenti della macchina.
Grazie al sistema si è riusciti a scoprire che i ladri sono fuggiti per circa dodici chilometri fino a Zurco, nei pressi di via Martiri di Sesso.
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Durante il tragitto, approfittando anche del buio, si sono fermati in un campo dove hanno scassinato e aperto il cambiamonete. Per abbandonare infine la refurtiva più avanti e scappare definitivamente. Lo strumento, completamente divelto, è quindi stato ritrovato alle otto di mattina dalla titolare, accompagnata dai carabinieri del nucleo radiomobile della compagnia di Reggio Emilia.
«Se avessi saputo prima dell’installazione di quel sistema Gps – racconta la titolare, Silvia Spina – avrei potuto rintracciarlo e seguire i ladri molto prima. Purtroppo però l’ho scoperto solo in mattinata, quando ho contattato il fornitore dei cambiamonete.
Sono esasperata, sono abbattuta, so benissimo chi sono eppure non succede nulla. Erano in tre, con una Yaris grigia dal portellone nero, due rompevano la vetrata col tombino e uno faceva il palo. Il rumore ha attirato tutti i vicini che non hanno avuto giustamente il coraggio di scendere ma hanno assistito a tutta la scena dalle finestre.
Hanno tirato il tombino per tre volte contro la porta per romperla, sono entrati e hanno divelto la macchina spaccando tutto il muro, tentando prima con un piede di porco poi con due. Sono stanca, per la prima volta ho pensato di chiudere ma no, non mollo».
L’esasperazione della titolare nasce, oltre che dalla spaccata in sé, anche dal fatto che non è la prima volta che il suo locale finisce sulle cronache dei giornali locali. Lo scorso anno, infatti, il caffè era stato già vittima di una lunga e pesante serie di furti. Ben sette in circa tre mesi.
Ma non solo: in quello stesso lasso di tempo le hanno anche rubato l’auto, in pieno giorno, mentre era posteggiata davanti al locale.
Le modalità sono state diverse, dalle spaccate vere e proprie alle porte scassinate, ma il risultato è sempre stato lo stesso. I militari hanno quindi avviato le indagini per il reato di furto aggravato a carico di ignoti.
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