Giovanna e Jmmi spose a dicembre dopo 21 anni d’amore
Unioni civili, le due pensionate coronerannoil 17 dicembre a Reggio Emilia il loro sogno: «Abbiamo lottato per stare insieme, questa città è aperta»
REGGIO EMILIA. Il loro amore è sbocciato dopo l’incontro, avvenuto in un locale per sole donne ormai più di vent’anni fa e da allora ha dovuto lottare tra mille difficoltà prima di raggiungere un traguardo tanto desiderato, quanto difficile, come quello che taglieranno il 17 dicembre, da pensionate.
Giovanna Ticozzi, 68 anni, e Jmmi Magrì, 65, si amano dal 1995: il sentimento nato tra le due ha superato insulti, vari traslochi e brutte esperienze in famiglia. Fino a quando, come nella migliore delle favole, anche questa storia si è avviata verso un avvenire roseo. Grazie alla legge sulle unioni civili, potranno vedere riconosciuti i loro diritti tramite l’unione che celebreranno in municipio a Reggio Emilia.
Giovanna è divorziata, mentre Jmmi ha sempre sentito di essere lesbica: le due vivevano a Milano e si sono trasferite a Reggio Emilia, incantate dalla bellezza del nostro Appennino. E la coppia ha subito ricevuto pieno appoggio da parte dell’Arcigay quando Giovanna, nei giorni scorsi, si è recata presso l’associazione per registrare la propria iscrizione: la donna, inoltre, ha chiesto se ci fossero persone disponibili a farle da testimone, dato che le sue amiche probabilmente non riusciranno a venire a Reggio, in dicembre. Una richiesta alla quale hanno aderito numerosi attivisti dell’Arcigay.
«Io facevo la sommelier in vari locali di Milano – racconta Giovanna – mentre la mia compagna ha svolto per tanti anni la professione di dirigente nel Comune meneghino. Una volta, abbiamo visto un programma, su un canale di Sky, dedicato all’Appennino reggiano. Si parlava di Busana e il servizio presentava immagini di paesaggi incontaminati. A noi è piaciuto d’impatto quel panorama: siamo venute a Reggio a cercare casa tre anni fa e l’abbiamo trovata a Felina. Poi, siccome eravamo abituate a una vita completamente diversa a Milano, quasi un anno fa, in ottobre, ci siamo trasferite a Reggio, in centro e la nostra storia è proseguita nella città del Tricolore. Ci siamo conosciute in un locale storico per sole donne di Milano, che si chiamava Cicip e Ciciap, un’espressione milanese che vuol dire conversare, 21 anni fa, nel 1995. Attualmente siamo in pensione. Nel tempo ci siamo innamorate, poi ci siamo messe insieme e abbiamo dovuto affrontare varie vicissitudini. Io sono divorziata, ho capito di amare le donne a 42 anni: ho letto una poesia di Leopardi e continuavo a pensare a una donna incontrata al corso di sommelier. Nel tempo mi sono resa conto che si trattava di un innamoramento, non contraccambiato. Poi ho avuto diverse storie nel tempo. La mia compagna, invece, ha sempre sentito di amare le donne. Quando io e Jmmi abbiamo iniziato a frequentarci vivevo nella casa del mio ex marito. Abbiamo dovuto lottare moltissimo, ci hanno rivolto delle offese, ci hanno chiamate prostitute. Abbiamo superato grandi difficoltà, soprattutto all’inizio, per riuscire ad affermare il nostro diritto di amarci. Per questo siamo state felicissime per quei due uomini quando è stata celebrata la prima unione civile a Reggio Emilia, lunedì scorso: io sono una sessantottina, ne ho fatte di lotte, dalle manifestazioni antifasciste in poi. Noi siamo una famiglia e come tale ci comportiamo: le unioni servono a manifestare questa intenzione e a tutelare i diritti».
Giovanna e Jmmi si uniranno in Comune, a dicembre. «Sarà una cerimonia sobria, intima, come quella di Piergiorgio Paterlini e Marco Sotgiu – conclude Giovanna – e intendiamo coronare il nostro sogno qui. Reggio Emilia è una città in cui si vive bene: noi non abbiamo mai riscontrato problemi per le nostre preferenze sessuali».
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