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San Prospero, bar devastato dai ladri

San Prospero, bar devastato dai ladri

Vittima la Caffetteria Relax di via Ruini. Il titolare: «Hanno mangiato lo zucchero, forse drogati»

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REGGIO EMILIA. In via Meuccio Ruini a San Prospero i carabinieri del nucleo radiomobile della compagnia di Reggio Emilia sono intervenuti poco prima delle 5.30 di ieri scoprendo che dei ladri, dopo aver forzato la porta d’ingresso del bar Caffetteria Relax, si sono introdotti all’interno del locale rubando il cassetto del registratore di cassa e vari generi alimentari.

Lo spettacolo che si sono trovati davanti però era degno dei peggiori atti di vandalismo. Sedie gettate in terra, tavoli ribaltati, urina, cibo e zucchero sparso in terra, centesimi di euro sparpagliati per tutto il locale. A raccontarlo è lo stesso titolare, Salvatore Brunetto, che ha aperto questa attività dieci anni fa.

«Sono entrati non dall’ingresso principale ma dalla porta secondaria – spiega – l’hanno scassinata facendo un buco enorme sulla serratura e hanno portato via il cassetto con la moneta spiccia all’interno, dei buoni pasto spendibili per fare la spesa, 300 euro che avevo nascosto e cibo di vario genere, dai gelati alle caramelle».

Per arrivare alla porta secondaria il gruppo di ladri è passato per la tenda della distesa esterna, elastica e quindi facilmente aggirabile. E probabilmente erano ancora all’interno del tendone, nascosti, quando Brunetto è andato a controllare dopo che era scattato l’allarme.

«Intorno a mezzanotte e mezza – continua – ha suonato l’allarme e sono andato al bar per verificare. Ma ho visto solo la porta principale e mi sembrava tutto a posto, ho pensato a un falso contatto. Forse però erano ancora lì, in attesa che me ne andassi per continuare la razzia».

La tipologia della refurtiva, che va dalle conserve al tonno, e il caos lasciato in giro, fanno pensare a un gruppo di sbandati piuttosto che a una banda organizzata. «Hanno anche urinato in terra – prosegue il titolare – e hanno mangiato dello zucchero: forse erano drogati e qualcuno di loro si è sentito poco bene, ne avevano bisogno. Mi sembra la spiegazione più logica: non ho nulla di valore, nemmeno le macchine cambia monete, ed è la prima volta che mi succede. Si sono persino lasciati dietro la traccia dei centesimi che gli cadevano man mano che scappavano».

Una bravata di qualche sbandato quindi, ma che ha comunque causato danni per oltre tremila euro. (l.g.)

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