Gazzetta di Reggio

Reggio

«C’è grande disponibilità per ospitare i profughi»

di Ambra Prati
«C’è grande disponibilità per ospitare i profughi»

Il presidente della Dimora d’Abramo Luigi Codeluppi dopo il vertice in Provincia «Sarà più facile attuare una distribuzione omogenea. Il lavoro? È volontariato»

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REGGIO EMILIA. «Siamo soddisfatti della risposta dei sindaci, si è avviato un percorso istituzionale, promosso dalla prefettura e organizzato da Provincia e Comune di Reggio, che ritengo importante e molto positivo».

Luigi Codeluppi, presidente della Dimora di Abramo, la cordata di coop che nel 2014 si aggiudicò il bando per la gestione dei richiedenti asilo, commenta così il tavolo di coordinamento svoltosi giovedì scorso, che mette in rete Comuni, Provincia e Dimora con gli obiettivi dichiarati di una più equa distribuzione dei rifugiati nella provincia reggiana e una implementazione dei progetti di volontariato.

«Noi, come gestori, abbiamo sempre cercato di costruire l’accoglienza in collaborazione con le amministrazioni; però non era formalizzato, non c’era organicità – prosegue Codeluppi – il tavolo ha consentito di conoscere tutti ed essere al corrente dello stato dell’arte nelle varie aree provinciali, confrontandoci su preoccupazioni ed eventuali problemi che possano nascere, visto che i numeri cominciano a essere significativi se non altro per l’impatto».

Ecco, i numeri. Attualmente siamo quasi a quota mille migranti, nel Reggiano, di cui più di due terzi, 660, nel Comune capoluogo, definito già al limite: il bicchiere è colmo e occorre una distribuzione più equa sulle varie municipalità.

«Questo è sempre stato un nostro obiettivo ma, rivolgendoci al mercato privato, non sempre ci siamo riusciti: è chiaro che Reggio offre più opportunità sia in termini di hotel sia di appartamenti – prosegue Codeluppi – Ora, con il coordinamento, sarà più facile attuare una distribuzione omogenea. Tra i sindaci, ho incontrato grande disponibilità anche in quei territori finora meno interessati».

Le istituzioni sono corse ai ripari perché la rete di accoglienza si scontra con la difficoltà nel reperimento degli alloggi?

«Difficoltà particolari a reperirli no, ma i tempi organizzativi per farlo sono troppo lunghi: l’impresa è tenere il passo dei ritmi degli arrivi, che come sempre d’estate si intensificano. Pian piano gli alloggi si trovano ma, a parte il lavoro organizzativo che c’è dietro, il trend degli arrivi si è impennato: a Reggio abbiamo in media 15 nuovi migranti a settimana e sarà così ancora per alcune settimane, prima del rallentamento autunnale. Con l’aiuto dei sindaci, potremo accelerare i tempi perché gli amministratori conoscono meglio il territorio e possono aiutarci a incrociare celermente domanda e offerta».

Sull’altro aspetto, quello del volontariato – solo 100 su mille migranti risultano attivi – Codeluppi commenta: «Intanto è volontariato, dipende dalla volontà dei singoli, poi ci vuole tempo per costruirlo. Ad oggi i progetti strutturati in essere su tutta la provincia sono 41, più tanti altri informali, ma sicuramente sono da implementare».

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