«Malata di sclerosi multipla cerco sollievo dalla cannabis»
Questa la lettera inviataci dalla 45enne finita nei guai insieme al compagno per coltivazione di marijuana e per un’arma. Volevo solo curarmi da due anni. A causa di un incidente, avendo la sclerosi...
Questa la lettera inviataci dalla 45enne finita nei guai insieme al compagno per coltivazione di marijuana e per un’arma.
Volevo solo curarmi da due anni. A causa di un incidente, avendo la sclerosi multipla, sono peggiorata per dolori e qualità del movimento. Ho iniziato ad accusare un dolore al fianco sinistro e mi hanno trovato un tumore che, a detta dei medici, si nutre con le medicine. A causa dell’incidente mi è venuto lo pseudo tumor cerebry per il quale non posso più assumere il cortisone che sblocca le ricadute: dunque, studiando le ricerche, ho letto della cannabis curativa solo che il protocollo passa attraverso una visita a pagamento e io nel frattempo perdevo il lavoro e non avevo nulla dall’Inps, ancora aspetto. Qua viene l’idea della cultura indoor per curarmi. Il mio compagno, a sua volta vittima di un incidente, soffre di dolori cronici, parestesie, addormentamenti: tutte cose che la cannabis che noi abbiamo prodotto faceva passare. Premetto che nel frattempo il mio compagno era disoccupato a causa della crisi, perdeva sua madre e chiedeva aiuto con il frigorifero vuoto ai servizi sociali che gli consigliavano un iter che nel frattempo lo avrebbe portato alla morte. Qua subentro io: ci conosciamo, decido di aiutarlo e mi innamoro. Lui nel frattempo prova a cercare lavoro ma senza successo. Siamo arrivati a vivere insieme perché poi nel frattempo io peggioravo e lui non poteva sapermi sola in Toscana. Andiamo a vivere insieme e decidiamo della piantagione 79 giorni fa a credito. Quei taccuini sono i soldi e i giorni da restituire con le cifre prese in prestito per pagare, mangiare, bollette e affitti. Se avere una bilancina di precisione significa altro, bene io devo fare pesate precise per le mie sigarette: piccola, da pochi grammi. Dunque tutto il kit è a debito, che speravo di pagare con la mia liquidazione di 26 anni di lavoro che l’Inps mi deve pagare. Sì, perché ho iniziato nel lontano 1989 a lavorare e ho smesso per i gravi motivi di salute. Ho pagato le mie tasse sempre da cittadina modello. Alla gogna gradirei non essere messa dato che non aveva nemmeno il giudice fino a ieri mattina gli atti del mio arresto e del mio compagno che è in carcere anche per il fucile, un giocattolo ad aria compressa acquistato a San Marino e nessuno immaginava fosse un’arma vera. Comunque questa è la storia vera, gli spacciatori industriali non vengono messi alla gogna in così poco tempo, i fatti sono avvenuti giovedì. Gradirei appena ho la sentenza che venga fatta una rettifica. Poi i grammi secchi erano 300 in totale: quando seccavano le piantine sarebbero state un quantitativo, diviso per 365 giorni per i grammi di uso quotidiano, sufficiente per attendere la visita dallo specialista, che la prescrive in Toscana dove io sono residente. Solo che non avevo i soldi per la visita a pagamento, quindi prenoto all’Ausl. Volevo scusarmi con figli, amici e parenti ma a volte per vivere bisogna superare le barriere dei pregiudizi. Adesso questa è la verità e la documentazione è agli atti, fatevene una copia grazie!
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