Solidarietà e prodotti tipici per sostenere Apro onlus
REGGIO EMILIA. Porte aperte alla beneficenza nella sede del Consorzio del Parmigiano Reggiano. In via Kennedy è stata organizzata una serata per la raccolta di fondi da destinare ad Apro, l’onlus...
REGGIO EMILIA. Porte aperte alla beneficenza nella sede del Consorzio del Parmigiano Reggiano. In via Kennedy è stata organizzata una serata per la raccolta di fondi da destinare ad Apro, l’onlus impegnata nel progetto di realizzazione del nuovo reparto di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva che aprirà i battenti dentro il Core.
Un atto di solidarietà coniugato alla tradizione basata sui nostri tipici prodotti. In questo modo generosità ed eccellenza alimentare hanno degnamente rappresentato la terra e la gente reggiana.
Ad aprire l’incontro è stata la responsabile della sezione provinciale del Consorzio, Loretta Domenichini , che ha guidato i convenuti allo spettacolare taglio di una forma invecchiata ben 42 mesi. I presenti sono stati coinvolti al piccolo show che sancisce un noto adagio dei nostri casari: «Almeno una volta nella vita bisogna assistere all’apertura di una forma». Pare porti fortuna.
La tradizione gastronomica è stata poi rafforzata dalla degustazione di preziose gocce di Aceto balsamico tradizionale di Reggio Emilia e di un singolare gelato al gusto di Parmigiano Reggiano, una specialità della gelateria Pacifico. Il sottofondo musicale è stato garantito dalle abili mani del maestro Uberto Pieroni.
Fra i partecipanti, il direttore generale del Santa Maria Nuova Irccs, Antonella Messori, che ha delineato le caratteristiche del nuovo reparto che verrà inaugurato nel prossimo mese di novembre. La vice presidente dell’Apro, Cinzia Iotti, ha evidenziato il ruolo e l’apporto della onlus nella realizzazione di progetti fondamentali per la sanità reggiana.
Maria Paola Ruggeri ha infine ricordato che Apro opera da 32anni a favore della nostra comunità e ha osservato che l’impegno di compartecipazione del Consorzio sottolinea «come in una realtà ricca di storia e tradizioni come quella reggiana sia fondamentale andare avanti cercando di non perdere quel filo rosso che ci deve vedere legati al passato, che va considerato come una risorsa fondamentale per proseguire il cammino nel futuro». (l.v.)
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