La vita da star di Varenne tra selfie e torte alle mele
Il celebre cavallo, ex campione di trotto, era l’ospite d’onore dell’ippodromo della Val d’Enza. L’imprenditore Anceschi: «Dicevano: diventerà zoppo. E io non lo comprai»
MONTECCHIO. A vederlo fa impressione per la sua imponenza, la perfezione delle forme, la lucentezza del mantello (del quale iniziano a tingersi di bianco alcuni tratti) e l’affabilità nel lasciare avvicinare grandi e piccini che vogliono fare una foto col più grande campione che la storia dell’ippica italiana abbia mai avuto. Varenne, il baio ferrarese, soprannominato “il Capitano”, ieri era ospite dell'ippodromo Il Castello di Montechiarugolo per una delle giornate che ora dedica alle “pubblic relation” e che lo portano a stare lontano dal suo buen retiro di Vigone (Torino), dove si sta godendo da 14 anni la meritata pensione.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:foto-e-video:1.13935257:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/foto-e-video/2016/08/08/fotogalleria/varenne-l-ex-campione-di-trotto-in-visita-alla-val-d-enza-1.13935257]]
Ad abbracciare il grande campione c’era tantissima gente. Tra questi, anche Maurizio Anceschi, imprenditore del settore ortofrutta che con la sua SalFrutta di Gattatico è sponsor dell’evento, nonché dell'ippodromo parmense. Ma non solo. «Nel 1997 avevo già staccato gli assegni per Varenne - racconta Anceschi _ Lui aveva due anni e non aveva ancora vinto nulla. Un veterinario me lo visitò e riscontrò problematiche a un ginocchio. Una specie di problemi al menisco e mi sconsigliò l’acquisto». «Una storia vecchia che sanno anche già in molti - sorride ancora Anceschi - ma quel veterinario mi disse che Varenne sarebbe potuto diventare un grande campione oppure rimanere zoppo dopo due giorni. Quel dilemma mi bloccò, comprai altri campioni, ma non come lui. Non sono pentito. Magari se l’avessi acquistato, sarebbe divenuto zoppo subito».
[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:site:1.13934137:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.13934137:1649477367/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Lo dice mentre si allontana per telefonare ai suoi collaboratori di preparare la torta che di lì a poco verrà servita a Varenne. Carote, mele e altra frutta per ringraziare il Capitano di tante emozioni.
A raccontare Varenne oggi è Anna Crespo, la “sorella” dello stallone italiano, che dal 2002, lo ha in cura e sta sempre al suo fianco. «La sua è una vita da pensionato vip - spiega - come è giusto che sia per uno che ha vinto tutto come lui. Anche se non fa i capricci come tanti altri. Lui è molto disponibile, non si arrabbia ad esempio con gli altri stalloni, cosa abbastanza rara. Di solito, soprattutto in periodo di monta, c’è sempre competizione. Lui, invece, è molto tranquillo. Ha grande rispetto anche della gente che corre a toccarlo, fotografarlo o accarezzarlo. Davvero una rarità». «Al mattino facciamo una quarantina di minuti di jogging. Giusto per sgranchire le gambe. E poi facciamo due o tre uscite l’anno, anche se i veterinari a volte ci sgridano. Perché essere in giro quando è stagione di monta, può essere pericoloso». Difetti? «Si innervosisce molto quando gli tolgono le cavalle da sotto il naso» confida Anna.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
