Referendum, polemica alla festa dell’Unità
Campagnola, l’avvocatessa Ronchetti: «Sono per il no e durante il dibattito sono stata zittita»
CAMPAGNOLA. Clima rovente, e non solo per le alte temperature estive dei giorni scorsi, alla festa dell’Unità di Campagnola.
Durante l’appuntamento organizzato dal Pd sul referendum costituzionale, che ha avuto come ospite la deputata Marilena Fabbri, si è registrato un acceso scambio di opinioni culminato con il controllo dei documenti da parte delle forze dell’ordine a una donna presente tra il pubblico. Il caso è stato sollevato dalla stessa, l’avvocatessa di Carpi Miria Ronchetti, già assessore dell’ultima giunta Campedelli, la quale sottolinea di essere stata interrotta durante il suo intervento sulle ragioni del no al referendum, contrario all’opinione degli organizzatori. «Ho chiesto il microfono e, alle mie prime parole, compreso che sono per il no, il segretario del Pd si è alzato in piedi e non mi ha fatto parlare – contesta Miria Ronchetti – Ho insistito: la festa dell’Unità non è luogo di confronto e dibattito? Non è vero che molti tra coloro che votano Pd non sono ben convinti? Niente da fare. Il segretario mi ha detto che se voglio sostenere le ragioni del no devo organizzare una mia iniziativa. Alla fine, poi, mi ha avvicinata un carabiniere che mi ha chiesto di identificarmi domandadomi i documenti. Ho esibito la carta d'identità e la pattuglia ha annotato i miei dati». «Ho pubblicato sul mio profilo Facebook l'accaduto, ma nessuno del Pd è intervenuto. Ho interpellato anche l’onorevole Fabbri, la quale mi ha risposto dicendo che quella sera era ospite e che ha risposto alle domande che, nel brusio, sono riuscita a farle. Morale: il Pd ha paura di perdere il referendum» conclude.
Da parte sua, il segretario locale del Pd, Mauro Oppizzi, replica che «il controllo da parte del carabiniere non è esercitato solo su Miria Ronchetti, ma su tutte le persone che si comportano un po’ sopra le righe». «L’avvocatessa - prosegue - non ha tenuto conto che quello non era un dibattito, ma un incontro in cui abbiamo chiamato l’onorevole Fabbri a spiegare le ragioni dal punto di vista tecnico del referendum. Ronchetti ha iniziato dicendo che aveva diritto di esprimere la propria opinione. Io l’ho fermata dicendole che i comitati per il no devono organizzare le proprie iniziative senza pretendere spazi alle feste dell'Unità».
«Poi, l’abbiamo lasciata parlare, ma mentre l'onorevole Fabbri argomentava, la Ronchetti è andata via senza ascoltare. Sottolineo che le nostre feste non sono luoghi di polemica tra le varie fazioni: non lo avremmo accettato nemmeno tra Renzi e D’Alema quando quest’ultimo è stato nostro ospite. In settembre, poi, – conclude – abbiamo in animo di organizzare un’iniziativa in cui illustrare le ragioni del sì e del no ed ègià deciso che inviteremo l'avvocatessa Ronchetti». (s.a.)
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