I lavoratori erano tutti in nero
Cadelbosco Sopra: blitz dei carabinieri nel laboratorio tessile, attività sospesa
CADELBOSCO SOPRA. Impiegavano in nero il 100% della forza lavoro: sono stati scoperti grazie a un blitz condotto dal nucleo dell'Ispettorato del lavoro dei carabinieri, insieme al personale della Direzione del lavoro di Reggio Emilia. Sotto accusa un’impresa di confezioni tessile e la titolare, una 28enne di origine cinese.
Il blitz dei militari si inserisce all’interno di una massiccia attività volta a contrastare i reati legati all’utilizzo del lavoro nero e all’impiego di manodopera clandestina. Non si tratta, infatti, del primo caso in cui si scoprono laboratori non in regola per quanto riguarda l’assunzione di manodopera.
I militari con il personale della Direzione del lavoro, quindi, hanno effettuato un controllo nell’opificio tessile gestito da una cittadina cinese. Al momento dell'ispezione i carabinieri hanno riscontrato l'impiego in nero di due lavoratori su due: una percentuale, quindi, pari al 100% del totale dei lavoratori presenti sul luogo di lavoro.
Ai sensi delle attuali norme di legge, l'attività aziendale è stata immediatamente sospesa dalle forze dell'ordine che hanno preso disposizioni anche nei confronti dell'imprenditrice. A suo carico, è scattata una sanzione: l’amministratrice 28enne si è vista comminare complessivamente oltre 5mila euro di multa.
Ora la ripresa delle attività dipenderà dall’imprenditrice stessa, la quale, se vorrà riaprire dovrà regolarizzare i dipendenti impiegati in nero e versare la somma della maxi multa.
Torna a imporsi il problema del lavoro nero nei laboratori cinesi. Un intervento analogo da parte di carabinieri e ispettorato del lavoro era stato condotto a metà luglio all'interno di una stireria a San Martino in Rio. Anche in quel caso erano state riscontrate delle irregolarità e, di conseguenza l'attività era stata sospesa.
In quel caso specifico, alla vista dei militari, un uomo aveva tentato di fuggire senza però riuscirci. Gli accertamenti effettuati dalle forze dell’ordine avevano permesso di riscontrare come l'uomo, un cinese di 52 anni, fosse privo di documenti e del tutto irregolare sul territorio italiano: a suo carico, quindi, è scattata una denuncia in stato di libertà per violazione delle norme previste dal testo unico sull'immigrazione.
Nella stireria, inoltre, lavoravano altri due cinesi non assunti regolarmente. Pertanto, a finire nei guai per violazione della normativa sull'immigrazione era stato anche il titolare del laboratorio, un 36enne, anch’egli cinese.
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