Stalking, arrestato un barman reggiano
Ai domiciliari il 33enne per atti persecutori nei confronti dell’ex fidanzata. L’interrogatorio previsto martedì mattina
REGGIO EMILIA. Ancora un provvedimento restrittivo per un caso di stalking e stavolta a finire nei guai – da sabato si trova confinato agli arresti domiciliari – è il barman di 33 anni Marco Lansi.
La misura cautelare è stata disposta dal gip Giovanni Ghini, su richiesta del pm Stefania Pigozzi sta coordinando le indagini della squadra mobile sul caso. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il 33enne non avrebbe accettato la fine della relazione ed ha cominciato a molestare ripetutamente l’ex fidanzata – a Reggio – anche in pubblico, costringendola a cambiare il proprio stile di vita. Si tratterebbe di fatti che risalgono all’ottobre scorso, con un “ritorno di fiamma” in gennaio che avrebbe portato a ritenere pericoloso il barman.
Per chi indaga siamo di fronte ad uno stalker che invia messaggi intimidatori, ma che arriva anche ad alzare le mani sulla ex fidanzata, minacciando pure i genitori di lei. La giovane non si sarebbe sentita più al sicuro nè a casa, nè sul luogo di lavoro. Una ricostruzione che che ha spinto il pm Pigozzi a richiedere la misura restrittiva, per “contenere” l’escalation di aggressività del 33enne. Martedì mattina, in tribunale, il barman – assistito dall’avvocato Helmut Bartolini – sarà sentito nell’interrogatorio di garanzia dal gip Ghini. Un “passaggio” giudiziario che permetterà all’indagato di dare la sua versione dei fatti.
Dagli atti d’indagine spunta anche la presenza – in alcune condotte per la Mobile da ritenere persecutorie – di un amico di Lansi: una persona che è a sua volta invischiata in una vicenda sempre di stalking e con la medesima caratteristica, cioè l’aver messo nel mirino l’ex fidanzata.
«Quest’arresto – fanno sapere con una nota dalla questura – testimonia, ancora una volta, l'estrema attenzione riservata dalla polizia e della procura ad episodi della c.d. "violenza di genere": un'efficace attività preventiva ed un'adeguata azione repressiva, infatti, sono indispensabili per interrompere un crescendo di violenza il cui epilogo è sempre imprevidibile ed estremamente rischioso».(t.s.)
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