Ecco il decalogo della Cna per la ripresa economica
Gli artigiani lanciano una piattaforma per la “controriforma” delle tasse Il direttore Bezzi: «Il peso del Fisco colpisce il 60,9% del reddito d’impresa»
REGGIO EMILIA. Anche se quest’anno il giorno della «liberazione dalle tasse» (ovvero l’ultimo giorno dell’anno nel quale le imprese lavorano per pagare tasse, oneri e contributi e cominciano a guadagnare per sè) a Reggio Emilia è arrivato... in anticipo, il 29 luglio, due giorni prima rispetto al 2015, «artigiani e piccole e medie imprese hanno poco da festeggiare, dal momento che il peso complessivo del fisco colpisce il 60,9% del reddito d’impresa».
L’allarme, per le citate categorie, arriva da Fabio Bezzi, direttore della Cna reggiana, che ha stilato anche un “decalogo” per aiutare lo sviluppo delle imprese locali.
Le proposte avanzate rientrano in tre linee d’azione: una «più consistente riduzione della pressione fiscale, il capovolgimento della tendenza a trasferire sulle imprese gli oneri dei controlli» e «l’uso intelligente della leva fiscale per aumentare la domanda interna».
Tra le proposte specifiche lanciate dal direttore della Confederazione nazionale artigiani di Reggio Emilia, quella di rendere l’Imu sugli immobili strumentali completamente deducibile dal reddito d’impresa, utilizzare le risorse provenienti dalla spending review e dalla lotta all’evasione per ridurre la tassazione sul reddito delle imprese personali e sul lavoro autonomo e introdurre «una misura premiale che riduca l'imposizione sul reddito incrementale rispetto al reddito ideale stimato dagli studi di settore».
Ma anche introdurre «l’Iri (imposta sul reddito delle imprese) per consentire alle imprese personali di allineare l’imposizione sui redditi reinvestiti in azienda a quella applicata alle società di capitali».
Bezzi si augura inoltre possa essere la «volta buona per l’inversione di tendenza dettata dal direttore dell’agenzia delle entrate Rossella Orlandi, e da Cna più volte prefigurato, nel rapporto tra i piccoli contribuenti e l’amministrazione fiscale, finora caratterizzato da un elevato livello di tensione e contenzioso».
Infatti, «l’abbandono delle attività di recupero solo formali e della caccia all’errore involontario, ma soprattutto l’impegno a realizzare la proporzionalità dell’azione di contrasto, concentrata finalmente sui grandi evasori, potrebbero segnare una svolta significativa nel lungo percorso verso la ripresa», chiude il direttore.
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