Prodotti made in Reggio nei panini per gli svedesi
Enrico e Davide, con il loro food truck, ambasciatori d’Emilia a Stoccolma. I due cugini: «Cuciniamo le ricette delle nostre nonne e prodotti di eccellenza»
REGGIO EMILIA. Nella piazzetta di Riddarholmen, la parte più antica di Stoccolma accanto a Gamla Stain, i food truck sono un punto di riferimento per i giovani svedesi che, in pausa pranzo, si fermano qui per il lunch. La coda più lunga, però, è quella davanti al furgone degli “Italian cousins”. Nel menù panini italiani, naturalmente. Ma non solo nel nome. Qui, i sapori parlano emiliano davvero.
A portare nella capitale svedese un pezzo succulento di Reggio Emilia sono i cousins Enrico Artoni e Davide Di Sisto, rispettivamente di Cavriago e Reggio Emilia. Ma cosa ci fanno un 36enne laureato in Giurisprudenza e un 30enne grafico pubblicitario dietro alla piastra a sfornare panini tutto il giorno?
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«Lavoravo a Bruxelles - ci racconta Enrico Artoni mentre prepara burger il cui ingrediente più prezioso è il Parmigiano Reggiano - Sono tornato in Italia perchè avevo un’offerta di lavoro come ufficio stampa. Tre giorni prima dell’inizio, però, mi hanno chiamato per dirmi che il posto non c’era più. Ero abbattuto. In realtà, è stata l’occasione per costruire questo progetto».
Detto, fatto. Enrico ha pensato bene di raggiungere il cugino Davide a Stoccolma. Era tre anni fa. «Lui era qui da molto più tempo. Faceva il grafico. Insieme, ci siamo buttati in questa avventura» prosegue.
L’idea era quella di proporre agli svedesi i prodotti tipici di casa nostra. «È nato tutto un po’ così. Inizialmente, per portarci qui un po’ di Reggiano: da queste parti si trovano molte contraffazioni e la qualità scarseggia. Poi abbiamo provato ed è andata bene».
A fare la differenza, però, è stata la Svezia.
«Di questo Paese mi piacciono le possibilità nel lavoro. Questa società ci ha permesso di fare qualcosa che in Italia non sarebbe stato possibile: abbiamo presentato il nostro business plan e la banca ci ha dato il finanziamento per comprare il furgone. E senza alcuna garanzia».
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Gli svedesi hanno creduto nell’idea dei due giovani reggiani. E hanno fatto bene.
«Adesso, facciamo le cose di casa nostra. Abbiamo semplicemente copiato quello che facevano le nostre nonne e che abbiamo sempre visto fare nella nostra infanzia» racconta con semplicità. Ma non è stato un progetto al ribasso. Tutt’altro. La lavagnetta del menù racconta di burger a base di prosciutto di Parma, salame di Felino, Parmigiano Reggiano “red cows” - vacche rosse - di Reggio Emila, mozzarelle di bufala italiana. «Proponiamo cose che qui non fa nessuno. La gente capisce la differenza e paga un prezzo più alto rispetto alla media per avere i nostri prodotti. Questa è la cosa bella. La qualità paga sempre e qui lo capiscono» sottolinea Artoni.
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Quello che fanno i due “italian cousins” è di andare a cercare le eccellenze italiane - zona Reggio Emilia e Toscana, in particolare - e portarle in Svezia. Sono loro i veri ambasciatori del made in Reggio, impegnati anche in catering in cui naturalmente tutto è a base di prodotti emiliani.
«Dove ci vedo tra 10 anni? Difficile pensare di tornare in Italia. Ma quello che mi piacerebbe fare è continuare ad aiutare i nostri produttori a commercializzare all’estero. Quelli che lavorano bene, in modo etico, che sono attenti alla qualità» conclude Enrico, mentre sforna l’ennesimo burger. Al Reggiano “red cows”.
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