Gazzetta di Reggio

Reggio

Ex pugile rischia di morire per salvare due ragazzi in mare a Rimini

di Tiziano Soresina
Ex pugile rischia di morire per salvare due ragazzi in mare a Rimini

Valentino Manca li soccorre in mezzo alle onde, poi viene a sua volta portato in salvo dai bagnini: «Erano terrorizzati, con uno sforzo tremendo li ho spinti sino a riva»

3 MINUTI DI LETTURA





RIMINI. Ha rischiato grosso pure lui, ma alla fine c’è riuscito a salvare due ragazzini terribilmente in difficoltà fra le onde di un mare Adriatico a dir poco mosso, da bandiera rossa fissa.

Non vuol sentir parlare di atto d’eroismo, ma Valentino Manca, 50 anni, è fatto da sempre così: ha boxato per una vita con inesauribile generosità sul ring e non si è certo risparmiato nemmeno domenica mattina in riva al mare a Rimini, in quella che doveva essere una giornata di relax per l’ex pugile che da tempo lavora all’ospedale Santa Maria come infermiere. Invece nel giro di pochi minuti si è ritrovato a dover fronteggiare – in mare – una situazione disperata.

URLA DISPERATE. Sono circa le 11.30 quando Manca lascia l’ombrellone del bagno 140 per un refrigerante tuffo in acqua. Il mare è molto agitato, comunque con le onde una nuotata è sempre divertente. «Ma ad un certo punto ho sentito delle urla – racconta il 50enne – provenire dall’altra parte del pontile in cui mi trovavo. Subito penso a grida di divertimento nell’affontare quelle onde. Ma le urla continuavano e mi sono insospettito. D’istinto ho raggiunto a nuoto il punto da cui proveniva quell’insistito vociare e mi sono trovato all’improvviso davanti due ragazzini italiani, di 10-12 anni, in estrema difficoltà. Credo avessero dei braccioli, non ricordo perfettamente, perché da quel momento ho solo pensato a metterli in salvo».

[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:site:1.13943300:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.13943300:1649479757/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

IL VORTICE. I due ragazzini sono sopraffatti dalle onde, piangono, chiedono aiuto, inevitabile che così agitati ingurgitino dell’acqua di mare. Sono momenti non facili, l’ex pugile cerca subito di tranquillizzare i due giovani, come ha fatto chissà quante altre volte all’angolo del ring con i suoi allievi nei match in salita.

Si trovano a una ventina di metri dalla riva e con quel mare agitato e due ragazzini terrorizzati da tenere a galla non è certo un’impresa da poco. «Prendendoli per i braccioli ho cominciato a spingerli – prosegue nel suo racconto Manca – ed a nuotare contemporaneamente. Poi siamo finiti in un vortice e la situazione si è pure complicata. Uno sforzo tremendo e la riva rimaneva lontanissima. Me la son vista davvero brutta».

I BAGNINI. Per fortuna la situazione di pericolo viene colta da un bagnino che rapidamente si tuffa dal pontile e arriva a nuoto in soccorso. Poco dopo arriva un altro bagnino con il pattino del salvataggio a cui si aggrappa Valentino che è spossato ma ce l’ha fatta.

Una scena seguita con trepidazione dai bagnanti a riva e da altri bagnini accorsi. Giunti in spiaggia sani e salvi, è tutto un complimentarsi con l’ex pugile-eroe.

MENEFREGHISMO. «I due ragazzini, forse due fratelli ma non ne sono sicuro, non li ho più visti – commenta con una punta d’amarezza Manca – ho avuto l’impressione che, ancora terrorizzati, fossero come scappati via. Ma la cosa che mi ha lasciato di stucco è stata più che altra un’altra. Dei genitori neanche l’ombra! Un menefreghismo che è inaccettabile. Se hai dei figli devi saperli gestire, non puoi lasciarli andare in acqua in quel modo, oltretutto con un mare così pericoloso. Sono distrazioni queste che si possono pagare a caro prezzo. Ho rischiato di mio, ma se non fossi intervenuto non so come poteva andare a finire per quei due ragazzini».

Considerazioni che gli sgorgano dal cuore, perché Valentino Manca è un maestro di pugilato ma anche un educatore: «I ragazzi della palestra sono come miei figli – conclude – e finisci per conoscere e capire i loro problemi, a volte persino meglio dei loro genitori. Ma quel che è accaduto domenica a Rimini mi ha inorridito e vorrei far riflettere chi è in vacanza con i propri figli: il controllo è d’obbligo, non vorrei che fossero stati troppo impegnati al telefonino...».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google