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Corsi di sartoria e lingua per aiutare l’integrazione

di Serena Arbizzi
Corsi di sartoria e lingua per aiutare l’integrazione

Campegine: accordo siglato tra i servizi sociali dell’Unione Val d’Enza e la Snatt L’iniziativa è rivolta alla comunità indiana: è quasi il 10% della popolazione

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CAMPEGINE. Un progetto per favorire l’integrazione concreta, e non solo a parole, della folta comunità indiana che popola il paese.

È l’obiettivo che si prefigge la convenzione siglata tra l’azienda Snatt e l’Unione Val d'Enza e si articola in una serie di iniziative che si sviluppano nel corso dell’estate. Gli indiani a Campegine sono 400, poco meno del 10%: un numero consistente, se si considera che il paese conta circa 5mila abitanti. Molti di questi trovano impiego nell’azienda di trasporti Snatt.

Le attività che i servizi sociali dell’Unione si impegnano a realizzare sono varie secondo l’accordo firmato e vanno dal corso di sartoria, rivolto alle mogli dei dipendenti indiani della Snatt, gestito e organizzato in collaborazione con un ente di formazione con l’obiettivo di reinserimento professionale, fino al corso di cucina interetnica, gestito da un gruppo composto da donne sia italiane sia straniere. Negli stessi orari dei corsi di cucina e sartoria verranno organizzate attività ludico ricreative e di baby sitteraggio per i figli delle donne che frequentano i corsi. Inoltre, sono previste attività rivolte ai figli dei lavoratori indiani che a settembre inizieranno la scuola primaria, con l’obiettivo di fare apprendere la lingua italiana e di agevolare l’inserimento a scuola.

«Il progetto nasce dalla presenza di una realtà molto forte sul territorio dal punto di vista numerico come la comunità indiana che in gran parte lavora all’azienda Snatt – conferma il sindaco di Campegine Paolo Cervi – Basti pensare che dall’inizio di quest’anno abbiamo concesso la cittadinanza italiana a una quindicina di indiani. L’azienda ha valutato importante investire sul proprio patrimonio di risorse umane e ha investito in questo progetto, pensato ad hoc, che si chiama “360”, proprio perché è volto a coprire vari aspetti dell'integrazione a tutto tondo. Il servizio è stato siglato con l’Unione, nonostante l’iniziativa interessi Campegine, perché i servizi sociali sono una funzione ormai trasferita da tempo all’ente dai Comuni» conclude il primo cittadino. La comunità indiana costituisce la fetta più rilevante degli stranieri a Campegine che, in tutto, sono 750, ovvero circa il 17% della popolazione, di cui 400, come già detto, sono indiani. Altre comunità straniere che vivono sempre sul territorio di Campegine sono quelle formate da senegalesi, i quali sono presenti in una trentina all’incirca, marocchini, cinesi e slavi.

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