Giro di fatture false da 20 milioni Bagni indagato per riciclaggio
L’avvocato ed ex assessore di Guastalla tra gli inquisiti dell’operazione delle Fiamme gialle Secondo gli investigatori si recava in Slovacchia per prelevare il denaro. Nei guai anche un 43enne
GUASTALLA. Un giro di riciclaggio di denaro proveniente da fatture per operazioni inesistenti nel settore del commercio dei metalli, da 20 milioni di euro. È quello che ha scoperto la Guardia di Finanza di Sarnico (Bergamo), al termine di un’indagine avviata nel novembre 2014. Otto gli indagati, accusati a vario titolo di dichiarazione fraudolenta mediante false fatture, omessa dichiarazione, emissione di fatture false, distruzione e occultamento di contabilità e riciclaggio. Tra loro anche due guastallesi: Daris Suffré e l’avvocato ed ex assessore Marco Bagni. Quest’ultimo accusato di riciclaggio.
Si chiama “Serial withdraqale” l'operazione delle Fiamme Gialle: secondo gli investigatori, il denaro distratto dai conti di numerose società del nord Itala, veniva girato su conti correnti aperti in banche nella Repubblica Slovacca e li, grazie ad innumerevoli prelievi di contanti - e in questa spola si inserirebbe il ruolo di Bagni - se ne perdevano le tracce.
Al centro della frode ci sarebbe la C.M.B. GROUP S.r.l. di Grumello del Monte (Bergamo), gestita da D.B., 60enne di Clusone (Bergamo), che aveva il ruolo di emettere fatture false nei confronti di numerosi imprenditori i quali, pagando queste fatture, prelevavano ingenti somme dalle casse societarie. Il denaro così distratto veniva poi girato su conti correnti esteri intestati a due società cartiere di Bergamo e Guastalla, operazione finanziaria che avveniva contabilmente quale pagamento di false fatture che le cartiere a loro volta emettevano alla società di Grumello del Monte.
Le cartiere - intestate a G.F.C., 77enne di Clusone (Bergamo) e Daris Suffré, 43enne di Guastalla che vive nel campo nomadi - dopo aver svolto il proprio ruolo di emittenti di fatture false per milioni di euro e di trasferimento delle somme all’estero, venivano abbandonate senza presentare alcuna dichiarazione e facendo sparire la contabilità.
Nel meccanismo erano inseriti anche l'autotrasportatore O.M., 61enne di Villa di Serio (Bergamo), che aveva il compito di emettere falsi documenti attestanti il trasporto della merce indicata nelle fatture per operazioni inesistenti, il commercialista M.M., 42enne di Aversa (Caserta), con studio a Bergamo, che forniva il proprio apporto professionale nell’organizzazione della frode e C.D., 60enne piemontese residente a Montecarlo (Principato di Monaco), che fungeva da intermediario tra chi emetteva le fatture fittizie e chi le utilizzava: numerosi imprenditori del nord Italia.
I conti così alimentati venivano costantemente svuotati tramite quotidiani prelievi di denaro contante, che poteva quindi essere rimesso nella disponibilità degli imprenditori stessi, previo un compenso per il “servizio” fornitogli dall'organizzazione. Secondo gli investigatori, ruolo determinante nel riciclaggio del denaro lo avrebbero avuto Bagni e un 50enne di Sale Marasino (Brescia), i quali si sarebero recati di sovente in Slovacchia per prelevare i contanti: sono stati individuati prelievi per importi superiori ai 13 milioni di euro. E concludere quindi il “servizio”.
Le Fiamme Gialle di Sarnico, al comando del Luogotenente Stefano Slavazza, grazie a complesse indagini - sviluppate tramite l’esecuzione di perquisizioni locali e sequestri, l’acquisizione e l’analisi di tabulati telefonici, l’esame dei dischi cronotachigrafi di autotrasportatori, l’assunzione di informazioni da parte di varie persone e l'esecuzione di accertamenti bancari, anche su conti esteri, acquisiti con specifica rogatoria internazionale - sono riuscite a smascherare questo intricato sistema di frode, accertando un giro di fatture false per complessivi 20 milioni di euro, più Iva per 4,4 milioni di euro.
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