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«Paola sarà per sempre nei nostri cuori»

«Paola sarà per sempre nei nostri cuori»

Reggiolo: in tanti ieri per l’ultimo saluto alla mamma di 49 anni strappata alla vita dalla malattia

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REGGIOLO. In un clima di grande commozione si sono svolti, ieri pomeriggio, nella Casa comunità, gremita di gente, i funerali di Paola Ansaloni, 49 anni, mamma di due ragazzi di 14 e 20 anni, stroncata da una grave malattia.

Il feretro, arrivato dalle camere ardenti dell’ospedale di Guastalla, ha fatto una breve sosta davanti a palazzo Sartoretti dove si è formato il corteo che ha accompagnato la bara coperta di rose bianche, in chiesa per l’ultimo saluto. La messa è stata celebrata dal don Guerrino Franzoni. «Cara Paola, la mia non vuole essere un’omelia o una predica, ma semplicemente una lettera per vivere insieme anche questo momento della tua vita e per continuare un’amicizia e un dialogo nato di fianco al tuo letto di ospedale – ha esordito il parroco – Sono dolorose e difficili le domande che si mescolano nel cuore anche a me, come prete, davanti alla tua persona, alla tua vita, alla tua storia che ci coinvolge tutti e che ci raduna qua. Ma se anche trovassimo una risposta umana a tali domande sfiorerebbe appena il mistero che tutti ci riguarda: il mistero del dolore e della morte; ed è qualcosa di troppo duro e troppo grande per poterlo racchiudere nelle nostre spiegazioni e comunque si infrangerebbe sempre contro quell’eterno interrogativo: perché». «Tu e Gesù – ha continuato don Guerrino - avete tante cose in comune: la giovane età, la capacità di amare, l’onestà di ringraziare gli amici che non sono scappati ma che ti sono rimasti vicini». Rivolgendosi ai figli e ai familiari, don Guerrino ha aggiunto: «Tutta una comunità vi è vicina col cuore e con la preghiera. Custodite dentro di voi l’amore per la vita, non guardando a ciò che abbiamo perduto ma a quanto amore ci ha donato Paola». Don Guerrino ha ricordato gli ultimi giorni di Paola: «Nell’ultimo breve incontro venerdì, pur in mezzo ad una sofferenza forte, mi hai regalato un sorriso. Ma martedì scorso mi avevi invitato a benedire casa tua a prendere un caffè. Non so quanto dovremo aspettare ancora ma ci rivedremo e prenderemo insieme quel caffè e la benedizione che tu chiedevi a me ora siamo noi che la chiediamo a te che sei vicina al Signore per sempre». (m.p.)

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