«Sono tranquillo, io non c’entro niente»
L’indagato replica: «Ho solo fatto dei prelievi per dei clienti. I sequestri? Diciotto euro in banca...»
GUASTALLA. «Riciclaggio? Per qualche cliente ho solo fatto dei prelievi in banca, direi per alcune centinaia di migliaia di euro nel giro di un anno, ed ora mi ritrovo in questo pasticcio».
Non è certo sorpreso dalla telefonata della Gazzetta l’avvocato Marco Bagni, 57 anni, persona a dir poco conosciuta a Guastalla non solo per l’attività legale, ma anche per l’impegno pubblico come amministratore (è stato assessore all’istruzione nonché vicepresidente dell’Ipab) e in ambito sportivo (è stato presidente della Pallacanestro Guastalla). È in ferie, ma da una settimana sa di essere indagato a piede libero per riciclaggio: contestualmente la guardia di finanza di Sarnico (Bergamo) gli ha notificato il decreto di sequestro preventivo di beni e l’avviso di garanzia. Le Fiamme Gialle parlano di prelievi, in Slovacchia, di contanti – da parte sua e di un bresciano 50enne – per importi superiori ai 13 milioni di euro, da qui l’operazione ora culminata nei sequestri preventivi “per equivalente”.
Una ricostruzione che Bagni rispedisce al mittente: «E’ una cifra assurda, sarei ricco se avessi fatto questa cosa ma non è così. Basti pensare al sequestro preventivo nei miei confronti: metà dell’ufficio (lo studio legale di via Beccaria, ndr) che oltretutto è gravato da un mutuo, 18 euro su un conto bancario e 3,50 euro su una Postepay...». Ci tiene a sottolineare che non è mai stato il titolare di società cartiere, non ha mai emesso fatture e che è estraneo a quest’inchiesta.
«Ci sono troppe cose che non quadrano – è l’ultimo affondo dell’avvocato Bagni – ed attendo la chiusura delle indagini per fare tutte le verifiche necessarie insieme al mio legale con relative contromosse. Sono tranquillo – rimarca – perché non ho fatto niente».
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