Gazzetta di Reggio

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Raccolti 84 milioni: dieci piccole emiliane fanno il pieno in Borsa

di Enrico Lorenzo Tidona
Raccolti 84 milioni: dieci piccole emiliane fanno il pieno in Borsa

La quotazione nel mercato Aim vede in cima alla lista 10 aziende locali che valgono ricavi per 500 milioni

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REGGIO EMILIA. Ciascuna vale un fatturato medio di 38 milioni di euro e in una manciata di anni hanno raccolto sul mercato 84 milioni di euro. Un identikit finanziario da suddividere tra dieci Pmi, conscie del fatto che per compiere il salto da piccole multinazionali tascabili sparse nella pianura emiliana a medie imprese di caratura europea, servono idee e soldi per finanziarle.

Ma invece che passare in banca, queste imprese emiliane hanno deciso di fare un salto funzionale e quotarsi nel mercato Aim di Borsa Italiana, nuova frontiera nell’intermediazione del capitale di rischio che tramite la società di Piazza Affari ha permesso loro di entrare in contatto con gli investitori istituzionali. Parliamo di fondi e intermediari solitamente inarrivabili, che non ti finanziano per guadagnare con gli interessi (come fanno le banche tradizionali), ma investono rischiando in prima persona per agevolare la crescita industriale, guadagnando poi con i dividendi o rivendendo le quote della Pmi nella speranza di ottenere una plusvalenza nel lungo periodo.

«Dai risultati dell’Osservatorio Aim Italia, creato da Ir Top con l’obiettivo di monitorare il mercato di quotazione delle Pmi - afferma Anna Lambiase, Fondatore e Amministratore Delegato di Ir Top, società specializzata in comunicazione finanziaria – emerge che l’Emilia-Romagna è al secondo posto dopo la Lombardia per capitalizzazione di mercato, rappresentando il 22% su Aim Italia. L’azienda Aim Italia emiliana è caratterizzata da dimensioni e performance dei risultati economico finanziari superiori alla media. Oltre la raccolta di capitale alternativa al canale bancario, la quotazione su Aim Italia costituisce per le Pmi un’opportunità di grande visibilità con significativi ritorni in termini di crescita di fatturato».

Tra le dieci aziende emiliane c’è la reggiana Modelleria Brambilla di Correggio, passata per Aim anche per agevolare il passaggio generazionale. Una ditta che realizza e commercializza attrezzature per la produzione di teste cilindri, basamenti motore, scatole cambio per i grandi gruppi automobilistici mondiali. Poi c’è la Siti B&T Group, società emiliana specializzata nella tecnologia per l’industria ceramica, con una raccolta di 26 milioni di euro, seguita da Energica Motor Company, Mobyt, Bio-on, PLT Energia, Expert System, Primi sui Motori, Poligrafici Printing, Rosetti Marino, con una quota pari al 13% del mercato, al terzo posto in termini di presenza rispetto alle Pmi della Lombardia (44%), Lazio (16%), seguite dal Piemonte (5%).

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