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Estorsione, il 35enne resta dentro

Estorsione, il 35enne resta dentro

Non bastano le scuse: per la seconda volta ha minacciato i genitori

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NOVELLARA. Rimane in carcere il disoccupato 35enne che è accusato d’aver minacciato e maltrattato i genitori per ottenere i soldi necessari a soddisfare i propri vizi (in termini giuridici il reato di estorsione “assorbe” quello di maltrattamenti).

A fronte di questo quadro indiziario, il gip Giovanni Ghini ha ritenuto il fatto decisamente grave e sulla misura cautelare disposta dal magistrato giudicante ha di certo pesato il precedente per fatti analoghi (l’arresto avvenne nel 2012).

Difeso dall’avvocato Mattia Fontanesi, il 35enne – in tribunale a Reggio – ha risposto mercoledì alle domande del gip Ghini, ammettendo solo i maltrattamenti, sostenendo di aver preso a pugni e calci mobili e porte dell’abitazione di famiglia (oltre ad aver spaccato due telefonini) perché sotto l’effetto dell’alcol e per il nervosismo legato alla perdita del lavoro (è disoccupato da alcuni mesi). Ha invece negato di aver cercato di estorcere 150 euro ai genitori, piombando martedì notte nella loro camera da letto. Una deposizione culminata nelle scuse per quanto commesso, ma ora per lui la casa dei genitori rimane sbarrata, visto il rischio che il 35enne possa compiere altri atti violenti.(t.s.)

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